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M.C. 21 maggio 2014
«Sì alla Cittadella della donna»
Sabino in bus per San Camillo
Il candidato sindaco del Fronte indipendentista unidu critica il decentramento del servizio del Centro oncologico a San Camillo e rilancia la Cittadella della donna
«Sì alla Cittadella della donna». Sabino in bus per San Camillo

SASSARI - Questa mattina alcuni attivisti del Fronte Indipendentista Unidu candidati alla carica di consiglieri comunale per le prossime elezioni amministrative, insieme al candidato sindaco Cristiano Sabino hanno svolto un’azione di denuncia sulla condizioni dei trasporti pubblici per le donne provenienti da Sassari, dalle borgate e dai paesi limitrofi e dirette all’ospedale di San Camillo, dove è stato trasferito da diversi mesi il Centro oncologico. Con maschere bianche truccate con il rossetto, per rappresentare simbolicamente l’invisibilità delle problematiche delle donne che si devono recare all’ex ospedale di San Camillo per fare delle visite, gli attivisti sono saliti alle 7.50 sull’autobus che da via Tavolara conduce all’ospedale San Camillo: «Un tragitto - precisano i protagonisti dell’iniziativa - di appena 6 chilometri, che però viene svolto in quarantacinque minuti (partenza alle 7.53 e arrivo alle 8.38) su un autobus stipato di ragazzi diretti verso gli istituti situati nella zona periferica della città.

Sabino ha evidenziato e criticato il decentramento di un servizio sanitario di prevenzione per le donne fuori dalla città evidenziando i problemi legati al trasporto: La corsa successiva a quella delle 7.50 dell’autobus diretto a San Camillo – precisa Sabino - parte alle 9.50, non viene quindi garantito alcun servizio per due ore». Le attiviste che hanno percorso il tragitto di chi deve effettuare questo tipo di visite nella struttura periferica, hanno evidenziato le problematiche legate al trasferimento del centro oncologico dalla sede di via Zanfarino a San Camillo anche per chi proviene dai paesi limitrofi. «Molte forse non sanno che lo dovranno svolgere ben tre volte: una per recarsi alla visita, una per pagare e riportare la ricevuta del ticket pagato, che non è possibile pagare nella struttura di San Camillo perché manca la cassa, per poi recarsi successivamente ancora una volta a San Camillo per poter finalmente effettuare la visita».

«Gli indipendentisti - precisa Sabino - da subito si sono mossi per denunciare il trasferimento del Centro oncologico. Riteniamo necessario lanciare la proposta della Cittadella della donna, intesa come un’area donna di nuova concezione, attualizzata e adeguata alle nuove problematiche femminili, un luogo centrale nella città, comunque facilmente raggiungibile a piedi e/o in autobus (San Sebastiano in primis, Rizzeddu, via Amendola) da tutte le donne, soprattutto quelle delle classi più disagiate, disoccupate, migranti ecc. La Cittadella della donna sarà una struttura che contenga all’interno non solo aree di sevizi sanitari di prevenzione e cura tumorale ma che sia estesa anche al sostegno psicologico, legale, familiare, di consulenza sindacale, di sostegno per donne alla ricerca di lavoro e in uscita da case protette, in uscita da istituti penali e per madri di disabili.

Il Centro dovrà prevedere uno sportello per uomini “a rischio violenza”, che, consapevoli della propria negativa propensione decidono di affidarsi ad un professionista che li possa aiutare. All’interno della Cittadella ci dovrà essere uno sportello per la cura delle ludopatie, che coinvolgono anche moltissime donne, prime vittime della crisi economica». Il candidato sindaco del Fronte ha anche precisato di aver voluto discutere di queste proposte con il direttore generale della Asl Marcello Giannico ma di «non avere ricevuto ancora nessuna risposta».



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