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Red 18 settembre 2019
Impeachment: «Sconcertante e delirante risposta»
«Sconcertante e delirante risposta del sindaco alla richiesta di dimissioni a seguito della conferma di condanna da parte della Corte dei conti di Appello per la vicende dell'affidamento della gestione di Nuraghe Appiu», rilanciano i membri del Gruppo consiliare Per Villanova
<i>Impeachment</i>: «Sconcertante e delirante risposta»

VILLANOVA MONTELEONE – Non si ferma il duro confronto a mezzo stampa in seno al Consiglio comunale di Villanova Monteleone tra l'Opposizione [LEGGI] ed il sindaco Quirico Meloni [LEGGI]. «Rimaniamo basiti e sconcertati dalla replica del sindaco a seguito della richiesta di dimissioni da parte del Gruppo consiliare “Per Villanova” derivata dalla condanna, affermiamo condanna e lo sottolineiamo, da parte della Corte dei conti–Sezione Terza–Giurisdizionale Centrale di appello con sentenza N.134 del 10 luglio. E’ convinto, il sindaco, che utilizzando frasi anzi mezze frasi esilaranti come: “all’insegna del nulla”, “gruppo di ignavi”, “il vecchio timoniere”, “per dire al mondo io esisto”, affermazioni che non dovrebbero appartenere a chi pensa di essere un buon amministratore, possa mettere in secondo piano, quasi minimizzando il tutto, una condanna circostanziata e puntuale da parte dei giudici amministrativi», iniziano Cosetta Sanna, Vincenzo Ligios, Salvatore Niolu e Bastianino Monti.

«Forse non è consapevole, il sindaco, che agendo in siffatta maniera e con arroganza non fa del bene ai cittadini e non educa le nuove generazioni al rispetto delle regole della buona e sana amministrazione. Secondo il sindaco, l’argomento “Gestione di Nuraghe Appiu” sarebbe come “un mantra ossessivo” per noi consiglieri di Minoranza, mentre è esattamente il contrario. Ricordiamo tutti le continue interpellanze e richieste di accesso agli atti effettuate dal sindaco quando a suo tempo era capogruppo di Minoranza, per lui un mantra ossessivo e fatale, che lo ha portato da sindaco e da responsabile del Servizio Socio culturale ad accanirsi, agendo in dispregio di tutte le norme. Nonostante tutte le condanne – sottolineano i componenti dell'Opposizione - egli continua a travisare i fatti, non vuole rendersi conto che diversi giudici, e non quattro consiglieri di Minoranza a caccia di “vacue polemicucce”, lo hanno condannato. La sentenza non lascia adito a dubbi: “Nello specifico, seguendo un iter logico-giuridico coerente ed esaustivo, con ampi richiami alle decisioni dei giudici amministrativi, il Collegio di primo grado ha evidenziato le gravi e palesi violazioni in cui sono incorsi i signori Quirico Meloni e il responsabile del procedimento”, che è poi anche suo fratello».

«Talmente vuole sviare dall’argomento i cittadini, minimizzando i contenuti della sentenza – proseguono Sanna, Ligios, Niolu e Monti - che il sindaco non tiene conto di quanto i giudici scrivono: “Ad avviso di questo Collegio chiare ed inconfutabili appaiono le ragioni per le quali il giudice di prime cure ha ritenuto di ascrivere al signor Quirico Meloni la responsabilità a titolo di colpa grave : “Nonostante le indicazioni univoche dei tre giudizi del giudice amministrativo, il sindaco ha insistito nell’affidamento del servizio ad altra società”. E ancora, considerato che gli appellanti avevano chiesto in subordine la riduzione dell’addebito, i giudici si sono espressi in modo chiaro e inequivocabile: “Infine, non può farsi luogo all’auspicata riduzione dell’addebito considerato che vi sono state violazioni su profili di importanza primaria della tutela delle risorse pubbliche che inducono a ritenere preclusa ogni indulgente valutazione”. Di fatto, confermando la condanna di primo grado».

«Sembra che il sindaco si preoccupi molto delle aspirazioni future dei consiglieri di Minoranza, anzi, possiamo affermare delle paure che lo affliggono, per nascondere le condanne che ha finora collezionato, ben cinque, e ne potrebbero arrivare altre in ambito penale e civile visti i procedimenti in corso che lo riguardano. Pertanto, non pensi il sindaco che restituendo “il mal tolto” al Comune annulli la condanna, no anzi è la conferma di avere agito in modo scorretto e non conforme alla legge. Poi, se non si compra un Suv o una bici poco importa ai cittadini e vogliamo sottolineare che in genere è l’Amministrazione in carica e non la Minoranza che avrà gli onori della storia, e questa Amministrazione purtroppo per i villanovesi passerà alla storia per aver avuto il sindaco condannato dalla Corte dei conti sia in primo grado, che in appello. Quindi, riteniamo ancora più convinti di prima, per rispetto di tutti, un atto di umiltà rassegnare le proprie dimissioni nel corso del Consiglio comunale richiesto dal gruppo Per Villanova», concludono i componenti della Minoranza cittadina.

Nella foto: il consigliere comunale d'Opposizione Bastianino Monti
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