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Lucilla La Puma 21 maggio 2007
Tranfaglia e Luxuria "infiammano" Quintilio
Riuscito l'incontro organizzato dalla Sinistra Unita con i parlamentari Vladimir Luxuria e lo storico Nicola Tranfaglia
Tranfaglia e Luxuria

ALGHERO - Se non fosse per l’antitesi concettuale, lo si potrebbe definire un “family day” l’incontro di sabato sera del popolo della sinistra unita, nella suggestiva location algherese. Il deputato di rifondazione comunista Vladimir Luxuria e il deputato dei comunisti italiani Nicola Tranfaglia ospiti della coalizione di sinistra nell’esperimento algherese per le imminenti amministrative. A fare gli onori di casa l’onorevole Elias Vacca e il candidato sindaco Vittorio Curedda. «Una presenza incisiva e importante per noi, un segnale di crescita di una sempre più grande consapevolezza della nostra coalizione», il commento di Elias Vacca.

L’importanza della Sinistra Unita. Ci sono dei contenuti condivisi reali o è un’ unione di convenienza?
«Ci sono dei contenuti condivisi in questa sinistra unita -spiega Nicola Tranfaglia- dei contenuti reali, non di comodo. Veniamo da una storia comune. La maggior parte dei gruppi dirigenti provengono dal Partito Comunista e per mezzo secolo, dal 43 all’89, hanno fatto fronte comune. Era un partito non fatto di soli comunisti ma anche da democratici e socialisti. Tuttavia una cosa è considerarsi eredi nei metodi l’altra è costruire una sinistra adeguata ai nostri tempi. Più attuale che mai l’idea di un partito di sinistra alternativo a quello democratico. Come pure sarebbe importante -sottolinea l’onorevole– uscire dai personalismi della politica e rientrare in una concezione di collettività». Come comun denominatore assoluto è indispensabile, una comunicazione più democratica, là dove oggi esiste già la conoscenza e l’istruzione, condizione base per una sana e forte consapevolezza.

Quanto il potere temporale della chiesa condiziona il progresso sociale del nostro Paese?
«E’ verosimile che lo condizioni, ma non può arrestarlo -afferma Vladimir Luxuria- E’ vero che con l’elezione del nuovo Papa abbiamo fatto un passo indietro. Il non possumus, gli imperativi categorici, il ritornare a parlare in maniera ossessiva dell’inferno evidenzia però, a mio parere, soltanto un indebolimento del potere della chiesa sulle coscienze. Ma quello che è più condannabile è che è stata la classe politica, da sempre, a chiedere alla chiesa dei voti. Negli anni delle leggi sul divorzio e l’aborto, sembrava che i tempi non fossero ancora maturi, ma evidentemente i democratici di allora ne avevano bisogno. Oggi chi gode di privilegi, la classe politica intendo, è già tutelata e una legge che regoli i diritti civili è ritenuta inutile. Riguarderebbe solo gli altri. Quello che è sicuro –conclude il deputato– è che abbiamo gettato le basi, ed è sicuramente un buon punto di partenza, da cui non si può e non si deve tornare indietro. Le dichiarazioni dei capigruppo della sinistra sono sempre state unanimi. Tanto più che il consenso popolare ad una sinistra unita cresce esponenzialmente. Bisogna smetterla con le vecchie e obsolete divisioni per far fronte comune e crescere nella giusta conquista dei diritti civili».

Nella foto Vladimir Luxuria



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