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Red 16 settembre 2019
Sanità e sicurezza: Cagliari protagonista
Giornata mondiale della sicurezza del paziente: Cagliari protagonista della campagna dell’Oms. Domani, il San Giovanni di Dio ed il Policlinico Duilio Casula saranno illuminati di arancione


CAGLIARI - Il San Giovanni di Dio e la facciata principale del Policlinico “Duilio Casula” saranno illuminati (dalle 20 e per tutta la notte) domani, martedì 17 settembre, nella Giornata mondiale sulla sicurezza del paziente, promossa dall’Oms ed a cui ha aderito anche l’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari. Oltre a Cagliari, diverse città di tutto il mondo illumineranno monumenti di colore arancione, per mostrare il loro impegno per la sicurezza dei pazienti: il Jet d'Eau a Ginevra, le Piramidi al Cairo, la Piramide Cestia a Roma, la Torre di Kuala Lumpur, il Royal Opera House a Muscat e il ponte Zakim a Boston, giusto per fare alcuni esempi. La sicurezza dei pazienti è fondamentale in sanità. Eppure, ogni anno, in tutto il mondo, si verificano 134milioni di eventi avversi negli ospedali con 2,6milioni di morti ogni anno. Secondo l’Oms, un paziente su dieci subisce danni durante le cure ospedaliere nei paesi ad alto reddito ed un ricovero su quattro ogni anno provoca danni ai pazienti nei Paesi a basso ed a medio reddito. Errori che provocano anche danni economici: i costi per la sola perdita di produttività ammontano tra 1,4 ed 1,6trilioni di dollari all'anno.

«Per la nostra azienda – spiega il direttore generale dell’Aou di Cagliari Giorgio Sorrentino – la sicurezza dei pazienti viene prima di tutto. È importante aderire a queste giornate e parlarne, perché in questo campo i risultati possono essere raggiunti con l’aiuto di tutti». Del resto, aggiunge la direttrice della struttura complessa Governo clinico e appropriatezza Paola Racugno, «la questione della sicurezza può davvero essere affrontata con la buona volontà di tutti: parlare all’interno del team è importante per imparare dagli errori, ma è fondamentale anche il dialogo tra medici e pazienti, infermieri e pazienti: un paziente attivo aiuta tantissimo gli ospedali e il Sistema sanitario nazionale».

A livello globale, il costo associato agli errori terapeutici è stato stimato in 42miliardi di dollari l'anno. Possono verificarsi errori nelle diverse fasi del processo di utilizzo del farmaco. Sono già stati sviluppati molti interventi per affrontare la frequenza e l'impatto degli errori terapeutici, ma la loro attuazione è troppo varia. Secondo l’Oms, «è necessaria un'ampia mobilitazione delle parti interessate a sostegno di azioni sostenute. Il 15percento delle spese ospedaliere può essere attribuito al trattamento delle carenze nella sicurezza dei pazienti nei Paesi Ocse e quattro su dieci sono i pazienti danneggiati a livello di cure primarie e ambulatoriali. Ma è possibile evitare fino all'80percento dei danni dovuti a queste situazioni. Le pratiche terapeutiche non sicure e gli errori terapeutici sono la principale causa di lesioni e danni evitabili nei sistemi di assistenza sanitaria in tutto il mondo».
Commenti
17:15
I decessi aumentano in seguito alle verifiche che hanno portato all´inserimento di un decesso avvenuto ad aprile e non conteggiato precedentemente. Nessun caso di positività registrato nelle ultime settantadue ore. E´ il dato aggiornato ad oggi in Sardegna dove, in totale, sono stati eseguiti 51.968 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto quarantatre, di cui due in terapia intensiva
21:02
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«Meno igienici, se non cambiati di frequente. Molto meglio lavarsi o igienizzarsi spesso le mani», dichiara il sindaco Settimo Nizzi, che annuncia di aver anticipato «di qualche giorno le aperture domenicali e festive delle attività: da oggi potranno osservare il loro normale orario e restare aperte già da domenica 30 maggio, così come il 2 giugno»
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I consiglieri regionali del Partito democratico hanno presentato un documento sulla necessità che, con l´avvio della Fase 2, si provveda «con urgenza alla definizione di trattamento e accoglienza dei turisti asintomatici Covid-positivi, comunque costretti alla quarantena, e dei cittadini sardi che, nelle stesse condizioni, abitassero in case non idonee all´isolamento e sulla necessità di riorganizzazione di tutta la rete ospedaliera, nonché degli spazi e dei percorsi negli ospedali e nei pronto soccorso»
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