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Red 28 marzo 2020
L´allarme degli agenti di viaggio sardi
Gli agenti di viaggio della Sardegna hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, a deputati e senatori e, nell´Isola, a presidente del Consiglio e consiglieri regionali, dove descrivono la situazione attuale, con le criticità incontrate e le possibili contromisure


ALGHERO - «Siamo gli agenti di viaggio, apparteniamo alla categoria di imprenditori ai quali, per il mese di marzo, sono stati destinati appena 600euro per combattere una crisi senza precedenti. Un contributo a dir poco insufficiente, se si considera che un’agenzia di viaggio con un solo dipendente ha come minimo costi fissi mensili dieci volte superiori a questa somma. Si tratta dello stesso contributo che avete destinato a qualcuno per le babysitter, meno di quanto molti percepiscono con il reddito di cittadinanza e sicuramente meno di quanto percepiranno i nostri dipendenti per la cassa integrazione». Inizia così la lettera che gli agenti di viaggio della Sardegna hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, a deputati e senatori e, nell'Isola, a presidente del Consiglio e consiglieri regionali, dove descrivono la situazione attuale, con le criticità incontrate e le possibili contromisure.

«Noi – proseguono - siamo quelli che contribuiscono a creare il 13percento del Pil, e che promuovono il nostro bellissimo Paese. Contribuiamo a far girare l’economia riempiendo gli aerei, le navi, gli hotel, e i pullman; portiamo in Italia milioni di visitatori, organizzando le vacanze e la logistica per la maggior parte degli spostamenti. A noi, che senza fermarci ci stiamo adoperando per far rientrare i nostri clienti a casa da tutte le parti del mondo assolvendo ad una funzione sociale, a differenza delle altre tipologie di imprenditori, non basterà rialzare la serranda per riattivare la nostra attività: per questo, pur essendo consapevoli dello sforzo che lo Stato ha fatto e continuerà sicuramente a fare vi chiediamo l’adozione di misure straordinarie in grado di impedire il tracollo del nostro settore. Con il blocco improvviso della mobilità delle persone e con l’obbligo di rimborso o di emissione voucher abbiamo perso gli ultimi sei mesi di lavoro e perderemo i prossimi sei: in sostanza un anno di sacrifici finirà in fumo. Riteniamo che per fronteggiare questa crisi sia necessario equiparare gli interventi dei datori di lavoro a quelli adottati in favore dei dipendenti: la maggior parte di noi non gode di alcun tipo di ammortizzatore sociale e deve sostenere ogni mese dei costi fissi. Ci chiediamo che ne sarà delle nostre attività se nemmeno d’estate dovessimo riuscire a ripartire: con il perdurare dell’emergenza sanitaria molte agenzie sarebbero costrette a chiudere definitivamente. Questa fatale previsione potrà essere scongiurata solo mettendo in campo iniziative straordinarie».

Diverse le criticità spiegate nella lettera degli agenti, a partire dal «mancato guadagno per almeno un anno (tempo necessario e minimo, perché il comparto turistico riesca a rientrare a regime)». Ed ancora, la «difficoltà a mantenere gli attuali livelli occupazionali (i licenziamenti aumenterebbero il rischio di rimettersi in piedi e diventerebbero un peso per lo Stato); perdita di denaro a causa dei pagamenti ad alcune compagnie aeree che non accennano a rimborsare le agenzie; perdita di liquidità a causa dei pagamenti a strutture italiane o straniere che non vogliono o non possono rimborsare; facoltà di emettere voucher di rimborso anche per le agenzie intermediarie; cause giudiziarie lunghe e probabilmente fallimentari (durata come minimo tre anni), con notevoli esborsi di denaro, per provare a recuperare il nostro denaro dalla compagnia aerea Ryanair e da alcune strutture alberghiere».

Ed allora, che fare? Gli agenti di viaggio sardi delineano alcune contromisure, a partire dal garantire liquidità immediata alle agenzie di viaggio, con «prestiti a tasso zero garantiti della Regione o dallo Stato, da restituire fino a ventiquattro mesi, con data di pagamento della prima rata dopo tre mesi dalla erogazione. Sospensione di mutui, prestiti e leasing alle agenzie di viaggio per una durata di dodici mesi, sia relativamente alla quota capitale, che a quella interessi». Ed ancora, il sostegno al reddito per i titolari di agenzie viaggio (con il contributo per i titolari di agenzia viaggio pari a mille euro al mese per una durata di almeno sei mesi), l'utilizzo di ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti di agenzie viaggio (cassa integrazione per i lavoratori dipendenti per una durata di almeno sei mesi), l'esonero del pagamento dei contributi Inps (necessario per almeno dodici mesi), proroga della scadenze fiscali (sospensione e successiva rateizzazione in trentasei mesi di tutti i pagamenti fiscali per dodici mesi, indennizzare le cancellazioni registrate e la perdita di fatturato; credito d’imposta, utilizzabile da subito, in compensazione della differenza tra ricavi o compensi registrati nell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2019; credito di imposta per chi investe nel turismo dopo la crisi, in modo da permettere al settore di risollevarsi dopo questi mesi di difficoltà; sgravi fiscali per i clienti viaggiatori; detrazione totale del costo del viaggio per chi è soggetto al pagamento dell’Irpef, valido per tutti i servizi turistici fruiti sul territorio nazionale.

«Vi chiediamo di considerare nella stesura del prossimo decreto urgente o provvedimento legislativo regionale tutte le problematiche illustrate e gli accorgimenti suggeriti, si tratta di misure necessarie per scongiurare il tracollo economico del settore, un epilogo inevitabile nel caso in cui la politica si dimostrasse sorda rispetto alle nostre richieste», concludono i professionisti isolani.
Commenti
4/6/2020
Un vero e proprio disastro perpetrato da un Esecutivo regionale incapace di governare l´emergenza. Mi batterò con ogni mezzo affinché chi lavora nel settore turistico possa intravedere la luce alla fine del tunnel. Consapevole che se la Giunta Solinas continuerà a lavorare così sarà difficilissimo
3/6/2020
Questo il fulcro dell´indagine effettuata dalla Confturismo-Confcommercio sulle previsioni sulle “microvacanze dell´estate del Covid”. «Risorse subito e al Governo chiediamo un Decreto “Cura turismo”, in pericolo un asset strategico», dichiara il presidente Luca Patanè


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