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Red
30 ottobre 2020
Più fondi alle Università della terza età
«Sono un presidio di cultura e tradizione – dichiara il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas -Fondamentale diffondere il sapere in ogni ambito della società»

ALGHERO - «La Giunta regionale riconosce alle Università della terza età un ruolo fondamentale di particolare rilevanza per la più ampia diffusione della cultura e della tradizione. Lo sviluppo della personalità e del sapere dei cittadini sardi adulti e anziani, il loro pieno inserimento nella vita sociale e culturale delle comunità in cui risiedono, ne favorisce l’integrazione e la socializzazione». Lo ha detto il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas, annunciando lo stanziamento di 500mila euro per l’Anno accademico 2020-2021, con un incremento di 200mila euro rispetto allo scorso anno, per le Università della terza età della Sardegna.
«Soprattutto tra gli over 65 – ha sottolineato l’assessore regionale alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu - le Università della terza età ricoprono un ruolo fondamentale, perché consentono una maggiore integrazione nel tessuto sociale e culturale del loro territorio. Le esperienze di questi anni documentano che le Università della terza età non hanno carattere elitario, ma sono aperte a tutti e rappresentano un bacino di utenza vasto composito. Dai dati si riscontra, inoltre, un crescente numero di iscritti e di interesse, che dimostra come questi istituti rappresentino un freno al fenomeno dell’isolamento geografico, emigrazione, spopolamento e mancanza di occasioni di sviluppo culturale e costituiscono invece un fondamentale strumento di sviluppo per gli adulti e gli anziani, nella prospettiva di una vita piena e gratificante, dove la cultura assume un ruolo fondante di qualità».
In Sardegna sono trentasette le Ute legalmente riconosciute. I fondi saranno ripartiti tra quelle che hanno svolto corsi in misura non inferiore al 60percento dell’attività complessiva e che si impegnino a dedicare una parte di tale attività alla realtà culturale, storica, sociale ed economica della Sardegna per l’anno Accademico 2020-2021. Il numero degli iscritti di ogni Università della terza età, ai fini dell’applicazione dei criteri di riparto dei fondi stanziati, viene determinato dai soli adulti con una età superiore o uguale a sessantacinque anni, considerato che tale limite di età è coerente con il criterio di calcolo dell’indice di anzianità e che le sedi staccate da considerare ai fini del riparto siano quelle con almeno quindici iscritti di età superiore o uguale a sessantacinque anni. Considerate poi le recenti e oggettive difficoltà incontrate dalle Ute nello svolgimento delle attività accademiche in presenza dovute all’emergenza Covid-19, la Giunta estende l’ammissibilità della spesa a quella che emergerà per garantire il funzionamento attraverso attività a distanza, con strumenti di videoconferenza e servizi di assistenza all’avvio di tale modalità, compresi i canoni di connettività per videoconferenza, le spese relative agli strumenti di videoconferenza fino alla concorrenza di 500euro per ciascuna Università, le spese di assistenza tecnica fino a 500euro per Università, che hanno fino a 200 iscritti di età superiore o uguale ai sessantacinque anni, e fino a 700euro per le altre.
Nella foto: l'assessore regionale Andrea Biancareddu
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