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Alguer.itnotiziealgheroAmbientePescaBogamarì, le richieste dei pescatori
Cor 16 novembre 2020
Bogamarì, le richieste dei pescatori
Ancora scarso il coinvolgimento dei pescatori professionisti che oggi - dichiarandosi favorevoli al ripopolamento - chiedono alle istituzioni «collaborazione reciproca e bilaterale» ed avanzano alcune richieste


ALGHERO - Dal 16 novembre 2020 al 17 aprile 2021 è interdetta la pesca del riccio di mare (Paracentrotus lividus) nel tratto di costa che va all'incirca dal Porticciolo a Fertilia, nei tratti di mare ricompresi all’interno dei confini delle aree di interesse comunitario SIC ITB010042 e ZPS ITB013044 ricadenti nel Comune di Alghero [LEGGI]. Una scelta che porta la firma del direttore dell'Area marina Protetta Capo caccia - Isola Piana e, tra gli altri, gode del favore dei pescatori professionisti autorizzati, ma che nonostante le dichiarazioni delle ultime ore, attendono adesso un incontro dove poter affrontare nel dettaglio tutta una serie di questioni rimaste in sospeso.

Per tutti, parla l'associazione pescatori professionisti sub Sub Sardegna, da sempre attenti alla pesca sostenibile ed alla valorizzazione dei fondali marini. «Guardiamo con favore all’Ordinanza emessa per il divieto di pesca oltre che all’interno dell’area marina Protetta Capo Caccia Isola Piana anche negli specchi acquei ricadenti nelle zone Sic di Alghero, segnale evidente che a differenza di quanto spesso si possa credere siamo i primi a voler fare in modo che questa risorsa, sia sul piano economico ma anche sociale, non vada a scomparire. Pertanto ci sentiamo pronti a fare la nostra parte compiendo, pur in assenza di quel piano Regionale che accompagni i pescatori alla conversione del reddito e reimpiego in diverse attività. Motivo per cui sono necessarie delle dotazioni finanziarie ad oggi ancora non reperite».

«E’ necessario pertanto - sottolineano - che la Regione ascolti da subito, le nostre richieste, soprattutto quelle accoglibili nell’immediato quali ad esempio l’innalzamento delle sanzioni previste per chi esercita la pesca abusiva affiancata da un maggior numero di controlli e la diversificazione del fermo settimanale di pesca secondo le esigenze rappresentate dai territori». Ad Alghero ad esempio, si ritiene più utile (così come richiesto alla Regione anche dall’Amministrazione Comunale) concedere la pesca nella giornata di domenica in quanto vi sarebbe più semplicità di vendita del prodotto senza dover così “incentivare” la trasformazione in polpa dello stesso.

Infine le richieste rivolte All’Area Marina protetta e al suo direttore: «al fine di non incorrere in errori che potrebbero costarci caro chiediamo di esplicitare nelle carte allegate all’Ordinanza di interdizione alla pesca delle aree sic anche le coordinate che saranno così utili anche agli addetti ai controlli». All’Amministrazione Comunale chiedono invece di attivarsi al fine di favorire la creazione di un punto in città per la certificazione del riccio di Mare e per la sua successiva vendita presso appositi banchi, questo permetterebbe lo svolgimento di un'attività più ordinata e più facilmente controllabile oltre che minori costi per chi, per certificare la salubrità del prodotto, si vedrebbe obbligato a recarsi al primo centro di spedizione attivo che si trova nella città di Porto Torres. «Queste le nostre proposte dopo esserci mostrati collaborativi, collaborazione che per essere valida dev’essere bilaterale e reciproca».
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