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Red 17 novembre 2020
«Ricci, subito il ripopolamento»
Lo afferma Coldiretti impresa pesca Sardegna, attraverso il suo responsabile Mauro Manca: «A fronte di una riduzione degli stock di ricci, elemento che da anni viene evidenziato da parte di molti osservatori, con dati talvolta peraltro non del tutto condivisi, si deve tenere in considerazione la difficile condizione degli operatori ed in particolare in questo caso dei quindici pescatori subacquei professionali che operano nel territorio del nord-ovest della Sardegna»


ALGHERO - «Mai come in questo periodo storico le difficoltà in cui operano i pescatori impongono grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti chiamati in causa. A fronte di una riduzione degli stock di ricci, elemento che da anni viene evidenziato da parte di molti osservatori, con dati talvolta peraltro non del tutto condivisi, si deve tenere in considerazione la difficile condizione degli operatori ed in particolare in questo caso dei quindici pescatori subacquei professionali che operano nel territorio del nord-ovest della Sardegna».

Lo afferma Coldiretti impresa pesca Sardegna, attraverso il suo responsabile Mauro Manca, che sottolinea come «da anni questi professionisti, che pagano le tasse e rispettano le norme sempre più rigorose, condividono con le Amministrazioni pubbliche restrizioni sempre maggiori, finalizzate alla tutela della risorsa: limitazioni sul pescato, diminuzione delle giornate di pesca, controlli sempre più serrati e procedure di tracciabilità volte a contrastare la pesca illegale, sono state infatti introdotte con il consenso e la condivisione della maggior parte di questi operatori. Tuttavia, nonostante le limitazioni, le evidenze scientifiche danno esiti impietosi che finiscono per non essere compresi, se non attraverso una analisi più ampia. In particolare, lo scorso anno, soprattutto nella zona all’interno del Parco di Porto Conte interdetta alla pesca, si sono rilevati indici di calo della risorsa che devono necessariamente essere analizzati con serietà. Infatti, se la risorsa cala proprio dove i professionisti non operano, l’unica risposta plausibile è che il prelievo viene effettuato in modo diverso, da soggetti diversi e con metodi diversi. Una azione di tutela della risorsa portata avanti seriamente, in sostanza, non può non tenere conto della necessità di un vero contrasto all’illegalità».

In queste ore, attraverso un dialogo serrato con l’Amministrazione comunale di Alghero e con la direzione del Parco di Porto Conte, si cerca infatti di definire una serie di limitazioni ulteriormente penalizzanti per la categoria, cui necessariamente deve seguire una valutazione attenta e incisiva di quelle che sono le ricadute di un'intera categoria di operatori che, unica, paga il conto di una situazione che ha ben altri responsabili. «I pescatori subacquei professionali – evidenzia Manca - devono necessariamente essere coinvolti nei processi decisionali, facendo sì che essi assumano responsabilità, cui peraltro non si sono mai sottratti, ed individuando, laddove possibile, azioni di sostegno almeno comparabili a quelle che tutte le categorie del Paese hanno potuto ottenere a seguito di questa gravissima crisi economica».

Ecco perché «chiediamo al presidente della Giunta e del Consiglio regionale, all’assessore all’Agricoltura e al presidente della Commissione Agricoltura ed a tutti i rappresentanti politici del territorio, di individuare le risorse finanziarie per sostenere, nel minor tempo possibile, il piano di ripopolamento proposto dal Parco di Porto Conte e dall’Area marina protetta Capo Caccia–Isola Piana, in modo da consentire di creare le condizioni per una pesca sostenibile, in armonia con una seria azione di tutela della risorsa». Infatti, questo progetto, se applicato in stretta collaborazione tra l’Ente pubblico e gli operatori, potrebbe rappresentare un modello da utilizzare per tutta l'Isola, con il risultato di limitare le tensioni sociali e mettere a tacere le tristi esternazioni di carattere puramente demagogico che hanno invaso le testate giornalistiche e i social. «Forse – secondo Mauro Manca - è arrivato il momento di assumere la decisione di bloccare il rilascio di nuove licenze (anche recentemente le licenze decadute sono state riassegnate ai numerosi soggetti iscritti nelle liste di attesa) e pensare ad un percorso di professionalizzazione della categoria, anche attraverso una selezione ancorata al rispetto rigorose della normativa, così come si sta facendo da qualche anno. Questo percorso però deve essere governato consentendo a chi opera correttamente di trarre dal lavoro un reddito dignitoso».

Nella foto: il responsabile Coldiretti impresa pesca Sardegna Mauro Manca
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