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Cor 11:40
Nàrami, in mostra Salvatore Delogu
Mercoledì 17 giugno a Sa Mandra ritorna Nàrami e, alle ore 19, inaugurerà “Il sogno di una cosa”. Un progetto interattivo di Salvatore Delogu, che con le sue opere scultoree abiterà diversi spazi dell’azienda agricola di Sa Mandra
<i>Nàrami, </i>in mostra Salvatore Delogu

ALGHERO - La mostra, a cura di Stefano Resmini, si configura come un progetto di residenza tra arte, paesaggio e territorio. Il titolo del progetto installativo richiama volutamente un’opera giovanile di Pier Paolo Pasolini, un verso poetico che evoca tensione, rimanda a quel tendersi verso ciò che ancora non è compiuto, verso un inespresso desiderio che manifesta una ricerca, un movimento, una in-ammissibile possibilità. In questo contesto, il lavoro di Salvatore Delogu che da anni attraversa il tema del viaggio come esperienza esistenziale e simbolica, trova una sua dimensione ideale.

Le opere che l’artista ha dedicato alle Transumanze, sosteranno per il tempo di una estate, sulla verde terra lambita dalle acque del mare. Transumare è un po’ come migrare e le capre, i dromedari, la giraffa, perfino il corvo, sagomati dalle feconde riflessioni di Salvatore Delogu, migreranno da Nuoro, nella pianura della Nurra, come fecero i Murrocu-Pirisi che da Fonni, seguendo le ancestrali rotte delle greggi di famiglia, approdarono ad Alghero, fermandosi e dando vita a Sa Mandra.

Il lemma transumanza: dal latino trans-humus, andare oltre la terra, identifica in sé la storica pratica pastorale dello spostamento geografico, ma è anche espressione di un gesto intimo, interiore, culturale. Camminare, passare da un luogo all’altro, condividere il passo con gli animali, il paesaggio che muta, diventano metafore di una condizione universale: quella di essere costantemente in bilico tra ciò che si è e ciò che si vuole essere, tra ciò che ci appartiene e ciò che si vorrebbe avere. In mostra non ci sarà solo il bestiario di Salvatore Delogu; accanto al ciclo delle Transumanze, trovano spazio le sperimentazioni più recenti dell’artista.

A concretizzarsi sono le forme e i pensieri, raccolti intorno alla figura di Don Chisciotte. L’eroe errante di Cervantes plasmato con acqua, cemento e terra, si fa presenza emblematica, capace di incarnare la tensione tra realtà e immaginazione, tra fallimento ostinazione, tra sogno e destino. Delogu, con il suo Don Chisciotte, dà forma e plasticità alla letteratura: indaga la novella letteraria, le dà carne e la veste di contemporaneità. Ci chiede cosa sia l’utopia, ci interroga sul desiderio, forse innato, di superare i limiti del presente e inseguire certe visioni che sembrano impossibili. 

Il progetto Il sogno di una cosa, che sarà fruibile negli spazi interattivi di Sa Mandra, sino al 19 luglio, diventa così un percorso che attraversa differenti forme di viaggio: quello reale delle transumanze, quello immaginario dell’eroe cervantino, quello poetico evocato dal titolo pasoliniano. Un itinerario reale, ma al contempo virtuale che invita il visitatore a riflettere sul significato del movimento, della ricerca e della speranza, riconoscendo all’arte uno spazio privilegiato in cui il sogno continua a generare nuove possibilità di sguardo e concrete possibilità di esistere in questo nostro perscrutabile mondo.




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