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Puzzle-giunta, prima il Puc poi il rimpasto
Congelata ogni modifica dell’esecutivo algherese in attesa di far combaciare le tante richieste sul tavolo di Porta Terra. Nel frattempo muore la spinta civica che aveva contraddistinto il "Progetto Alghero" ed anche il Pd locale si adegua
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ALGHERO - Non c’è una data di scadenza certa, ma il congelamento è verosimilmente programmato fino a dicembre, quando anche temporalmente scatta il giro di boa dell’esperienza amministrativa del "Progetto Alghero", il patto elettorale sancito nel 2024 a Sassari con le segreterie provinciali dei partiti di Centrosinistra per vincere le elezioni algheresi. Nel frattempo, anche il Partito democratico che aveva impresso un’accelerata importante e chiedeva l’immediata sostituzione dell’assessora Raffaella Sanna con Gabriella Esposito (per far spazio in aula a Marzia Simula), dopo il rischio di azzeramento dell’esecutivo è giunto a più miti consigli, grazie anche al forte interessamento dei vertici regionali, concordando col sindaco sull’esigenza di far contemperare le diverse sensibilità interne alla coalizione, per arrivare ad un cambio quanto più condiviso e rispondente alle reali esigenze di rilancio dell’attività politico-amministrativa.
Il Patto Idda-Cacciotto. Per scongiurare una crisi al buio dagli incerti risvolti, sarebbe effettivamente stato sottoscritto il cosiddetto "Patto-Dem", i cui contenuti sarebbe però secretati per evitare strumentalizzazioni interne ed esterne alla coalizione. Il vice segretario operativo, Giovanni Idda, avrebbe incassato la rassicurazione sull’epurazione della Sanna, a patto che i Dem non intralcino in alcun modo il regolare proseguo del percorso consiliare: Uno snodo importante sarà a novembre con l’arrivo del Piano Urbanistico Comunale nei lavori della competente commissione [LEGGI], fino alla discussione in Consiglio comunale prevista proprio per dicembre. Chiusa la storica adozione del progetto atteso dalla città da più di due decenni, è proprio qui che potrebbe scattare un rimpasto che mira a tassellare la maggioranza e gettare le basi per un fine legislatura più sereno e prolifico. Oltre al Pd, sono tanti i tasselli che Raimondo Cacciotto dovrà incastrate con precisione chirurgica, perchè numerosi sono i gruppi mono o bi-consiliari presenti in aula, che nel tentativo di aumentare il proprio peso specifico vantano accordi programmatici poco credibili, ma in grado di spostare equilibri e pesi. Al posto di Francesco Marinaro dovrebbe subentrare Alberto Bamonti (aprendo le porte dell’aula a Luca Nurra), mentre la poltrona di Raniero Selva (che nel frattempo avrebbe incassato, a sorpresa, la copertura di larga parte del Pd con risvolti imprevedibili sui futuri assetti) sarebbe opzionata per Andrea Paulesu, già consigliere comunale in città. All’interno di Europa Verde si apre la discussione sull’ipotesi di staffetta con Ornella Piras: il suo posto, infatti, farebbe contento uno tra Beatrice Podda e Giampietro Moro (più difficile considerata la rappresentanza di genere), dando il lasciapassare per il consiglio ad uno tra Luca Pais o Franca Carta.
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