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Il Quotidiano di Alghero 12 maggio 2012
EDITORIALE | Indovinela Alghero
L´editoriale di Alguer.it
EDITORIALE | Indovinela Alghero

«Indovinela Grillo» e Grillo nel senso di Beppe l’ha indovinata. Non c’era però bisogno di leggere il «giornale degli oroscopi», e delle stelle così intitolato, citato dal grande poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli, per capire che il diffuso malessere sociale e il fastidio per i partiti avrebbe trovato molte risposte nel Movimento di Grillo, che di stelle ne ha cinque! Se poi sia stato un vero boom, se sia Grillo il «demagogo di turno», se si tratti di vera antipolitica, se sia di destra o eroda invece il voto di protesta a sinistra, è discussione ancora in corso destinata al dibattito dei politologi che studiano i flussi elettorali. Ma ad Alghero non abbiamo il tempo per aspettare le loro risposte. Le nostre elezioni comunali, nei prossimi 30 giorni, si troveranno al centro del dibattito nazionale. Con effetti che non è facile valutare.

Il passaggio di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, ha già cambiato la natura stessa della campagna elettorale in città, spazzando o ingigantendo con le ragioni della politica nazionale le baruffe locali. Il problema della trasparenza, proprio per la reazione dell’opinione pubblica al problema del finanziamento dei partiti e in particolare delle spese elettorali, diventerà centrale. Nell’intervista di Alguer.it in rete già da ieri e in onda su Tva Gasparri, rispondendo alla puntuale domanda di Sara Alivesi sulla proposta di chiedere ai candidati di pubblicare volontariamente le proprie dichiarazioni dei redditi, non solo si è detto favorevole ma ha allargato il campo al problema dei guadagni, spesso fuori misura rispetto alle medie del mercato internazionale, dei manager pubblici. Siamo d’accordo. E non serve discutere troppo se si sia trattato di una trovata demagogica di Gasparri contro il governo dei tecnici, ciò che conta che anche ad Alghero tutti i compensi per incarichi comunali dovrebbero essere messi a disposizione dell’opinione pubblica.

Durante i lavori del convegno della destra, l’attacco a Stefano Lubrano dell’onorevole Carmelo Porcu, già fasciofiniano poi passato al berlusconismo militante, che vede in pericolo la democrazia italiana ogni volta che la Confindustria si allea con i comunisti, non è che il primo segnale dell’assalto politico a cui sarà sottoposto il Centrosinistra. Che sicuramente si troverà nella necessità di dover rispondere. Così stando le cose, allora perde ogni valore elettorale il vantaggio accumulato dal Centrosinistra, arrivato alla candidatura di Lubrano attraverso il confronto delle primarie, aspro ma politicamente fortificante. Bisogna ricominciare la corsa. Non va dimenticato infatti che il divario elettorale da colmare per i partiti che vengono da 10 anni di opposizione, rispetto alle ultime elezioni, è una percentuale a due cifre che superava le due decine.

Tutto daccapo. Non solo per i due candidati principali che molto probabilmente se la vedranno al ballottaggio, ma anche per i due king-maker, i referenti politici a cui corrispondono. Mario Bruno per Lubrano e Pietrino Fois per Marinaro. Alle prese con la grande politica dovranno dimostrare, in prima persona, di aver visto giusto. La candidatura del Centrodestra, non essendo il risultato di un processo democratico con le primarie, inevitabilmente ha diffuso insidiosi veleni nel proprio elettorato di riferimento. E gli antidoti non sono facili da digerire. Ma anche il candidato del Centrosinistra, scelto per parlare anche al centro, si troverà di fronte alla necessità di dover parlare all’elettorato di sinistra oggi indirizzato verso la cosiddetta antipolitica, per limitare l’erosione di voti della lista Grillo. Giorgia Di Stefano, che si presenta come studentessa di 36 anni, (un po’ asinella se fosse davvero così), il giorno in cui si svelerà all’elettorato e all’opinione pubblica potrà contare su un risultato nazionale che ha premiato i candidati di Grillo anche per la sobrietà della campagna elettorale, oltre che per la determinazione dei loro programmi.

Giudicare il Movimento cinque Stelle solo con il metro dell’antipolitica è grave errore che legittima la protesta del comico televisivo e della sua storia. Il sostegno ideale di un protagonista dell’informazione contro la politica del valore di Marco Travaglio sia sul Fatto che su Servizio Pubblico di Santoro, potrebbe avere effetti clamorosi anche nel voto di Alghero. Ecco perché è annunciato l’arrivo di Pierluigi Bersani e il ritorno di Francesco Rutelli. Il processo imitativo sarà contagioso fra i protagonisti della grande politica. Anche perché se dovesse arrivare Grillo stesso, come sottovoce confermano i «grillini», sarebbe un vero terremoto per i protagonisti della piccola politica comunale. E sarà inevitabile invocare rinforzi e sperare in un salvifico «arrivano i nostri». Post Scriptum. Alguer.it e Tva stanno preparando un inchiesta sulla trasparenza dei redditi dei candidati. Ai lettori chiediamo di sostenerla con i loro pareri.



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