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Red
7 febbraio 2013
Lo Spresal con i ginecologi
I medici della Asl hanno illustrato le novità normative e le procedure relative alle disposizioni di astensione dal lavoro per le donne in gravidanza.
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SASSARI - La tutela della salute delle lavoratrici madri è stato il tema di un recente incontro organizzato dallo Spresal con i ginecologi del territorio. All’incontro, che si è svolto nella Sala Riunioni del Dipartimento di Prevenzione a Rizzeddu alla presenza dei rappresentanti dei reparti e degli ambulatori ginecologici della Asl, sono stati approfonditi i diversi aspetti inerenti la diagnosi e la prognosi delle patologie gravidiche che limitano l’idoneità al lavoro delle donne in gravidanza.
I medici dello Spresal hanno esposto le novità normative e le procedure relative alle disposizioni di astensione dal lavoro per patologia o per rischio lavorativo. La Responsabile del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Teresa Marras, con la collaborazione della dottoressa Marita Angius e delle infermiere Natalia Spada e Cecilia Nieddu, ha illustrato le funzioni degli Enti di riferimento (Spresal, Direzione Territoriale del Lavoro, Inps) allo scopo di indirizzare correttamente le donne ed evitare loro lo stress di percorsi a vuoto. E’ stato quindi precisato che il Servizio della Asl di Sassari dispone le astensioni dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza e le astensioni obbligatorie. Se una donna è in gravidanza fisiologica e svolge una mansione a rischio deve, invece, recarsi con il certificato del ginecologo alla Direzione del Lavoro. Per usufruire della flessibilità dell’astensione obbligatoria, l’Ente di riferimento è l’INPS per le lavoratrici private, mentre è il datore di lavoro per quelle impiegate in enti pubblici. «Se si vuole fare una corretta prevenzione del rischio, non si dovrebbe aspettare la patologia” hanno evidenziato i medici dello Spresal “ma si dovrebbe subito indirizzare la donna alla Direzione Territoriale del Lavoro per un cambio di mansione o un’astensione per lavoro a rischio, anche senza certezza della pericolosità della mansione». «Il ginecologo è tenuto solo a certificare lo stato di gravidanza - precisa Teresa Marras - saranno i responsabili della Direzione Territoriale del Lavoro, eventualmente con la collaborazione dello Spresal, ad emanare il provvedimento, dopo aver messo la donna in astensione cautelativa e valutato l’ipotesi di un cambio di mansione». Nella foto: un momento dell'incontro |
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