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Tonio Mura 11 ottobre 2019
L'opinione di Tonio Mura
Fate rinascere il Cra di Viale della Resistenza


Preoccupano, e non poco, gli esiti delle commissioni consiliari 3^ e 4^ interessate alla delicatissima questione del CRA (lavori pubblici e Assistenza sociale) e quelli del Consiglio Comunale, perché sembrerebbe una specie di marcia indietro. Scrivo sembrerebbe perché il recupero strutturale e funzionale del CRA di Viale della Resistenza fa parte di un pacchetto di promesse elettorali del centro destra che potrei definire simbolico, quindi assolutamente da onorare. Se le commissioni rispecchiano le proporzioni della nuova maggioranza eletta al primo turno dai cittadini algheresi, e se in Consiglio Comunale siede la stessa maggioranza premiata dagli algheresi, mi pare ovvio che sull’obiettivo CRA non dovrebbe esserci alcun tentennamento. Scrivo dovrebbe, perché sinceramente non mi auguro ripensamenti di alcun tipo. Si deve invece partire spediti, perché ogni giorno che passa inutilmente non passa in forma indolore: gli anziani continuano ad essere ospitati in una struttura non idonea, cioè l’Ostello della gioventù, e se non era accettabile ieri non lo è neppure oggi e tantomeno domani. Nel contempo è stata depotenziata l’offerta turistica del territorio, perché l’Ostello della gioventù continua a non essere utilizzato nel rispetto delle sue finalità primarie.

Altra questione: la messa a norma del CRA di Viale della Resistenza. Non si tratta di un’impresa impossibile, nel senso che non è crollato il ponte di Genova e, viste alcune relazioni tecniche, anche i costi sono inferiori rispetto alla costruzione ex novo di un’altra casa di riposo. In realtà, e lo si evince anche dalle relazioni, la struttura portante è in buone condizioni. Nessuno, con quei dati alla mano, si sognerebbe di abbattere l’intero complesso per farci altro. Contemporaneamente nessun responsabile della cosa pubblica può permettersi il lusso di far si che la situazione peggiori ulteriormente. L’imperativo quindi è agire e agire subito. Invece qual è la storia dell’arte? Che niente ancora è stato fatto, neppure la copertura provvisoria del tetto crollato, permettendo alla pioggia ormai prossima di invadere altri ambienti, e all’umidità di infiltrarsi nelle parti sane della struttura, causando ulteriori danni.

Ho trovato e trovo inopportuno, inoltre, che spazi destinati agli anziani debbano essere occupati dagli uffici dei servizi sociali, seppur in nome della privacy. Così come ritengo che la dislocazione di quegli uffici nelle vetrine de Lo Quarter sia una scelta molto discutibile. Da qui a immaginare che si debba ritornare in locali presi in affitto però ci passa una bella differenza. La soluzione non può non essere che interna, e mi sembra quasi impossibile che nei locali di S.Anna non si possa individuare uno spazio da dedicare a questo delicatissimo servizio dove, tra l’altro, ogni soldo risparmiato può trasformarsi in interventi di aiuto e sostegno per chi si trova in difficoltà. Aggiungo una piccola nota polemica che di tanto in tanto mi permetto di evidenziare: se gli amministratori che si sono succeduti negli ultimi 30 anni avessero guardato in avanti e scommesso su un nuovo caseggiato per l’Istituto Alberghiero, oggi non saremo a questo punto, cioè a elemosinare spazi per gli uffici comunali (sarebbero disponibili l’ex Esit e i locali dell’ex scientifico di via Carducci, fronte poste). Capisco che nell’immediato non sia una soluzione praticabile ma mai si inizia mai si potrà avere la disponibilità di questi importanti spazi.

In ultimo, perché il più importante: la memoria di Antonio Simon Mossa, uno dei grandi architetti che ha operato nel territorio di Alghero e della Sardegna. Dovrebbe essere un vanto recuperare una delle sue opere, studiarne le soluzioni tecniche adottate e collocarle storicamente, confrontare quest’opera con le altre, interpretare la visione del progettista, coinvolgere il Dipartimento di Architettura, approfittare della ristrutturazione per farne un laboratorio di ricerca. Per non dimenticare il Cristo di Sergio Bolgeri, una delle opere più impegnative dell’artista, collocata esattamente sull’altare della Cappella pericolante. Non intervenire sarebbe davvero uno sfregio, e questo per dire come la nostra città ricordi i suoi cittadini più illustri!
Per chiudere: non mi si venga a dire che la struttura non rispetti la normativa regionale, perché ristrutturare significa anche adeguarsi alle nuove norme. E se fosse per la normativa regionale chiuderebbero il 95% delle case di riposo che sono in Sardegna, di seguito una buona parte di Ospedali e quasi tutte le Scuole. Forse qualcuno non sa che la deroga al funzionamento è uno degli atti più usati e abusati, soprattutto nella nostra isola e in tutto il Sud, e ciò spiega la fatiscenza di molte strutture ad uso pubblico! Probabilmente anche l’Ostello della Gioventù ospita gli anziani per rispondere ad un’emergenza. C’è da riparare un tetto: cominciamo da lì.
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