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Ugo Cappellacci
2 luglio 2016
L'opinione di Ugo Cappellacci
Patto Sardegna, no a nuovi bidoni di Renzi
No a nuovi bidoni di Renzi. Anziché continuare a nascondersi nelle riunioni di partito, Pigliaru riferisca in Consiglio Regionale circa i contenuti, le cifre e le fonti di finanziamento del cosiddetto patto per la Sardegna. E’ ancora fresco il ricordo dell’accordo-fregatura siglato dal presidente con il ministro Padoan: annunciarono un miliardo in più e poi la Sardegna, uno scippo dopo l’altro, si è ritrovata con un miliardo in meno e con un debito di 700milioni di euro di mutuo. Per due anni hanno parlato di interlocuzioni serie, di risultati storici, di svolte, ma oggi sono loro stessi ad ammettere che appena diciassette mesi dopo la stipula e quindici mesi dopo il suo recepimento da parte del legislatore statale, l'accordo tra lo Stato e la Regione è diventato carta straccia.
Nei comunicati continuano a dire il contrario, ma lo hanno messo nero su bianco nel ricorso promosso davanti alla Corte Costituzionale: decisione tardiva, visto che avevano già ritirato tutti i ricorsi promossi dalla Giunta di Centrodestra nella precedente Legislatura e, fatto vergognoso, perfino rinunciato ai benefici di quelli già vinti da noi. Per anni hanno ignorato con supponenza il nostro grido di allarme, hanno esaltato gli accordi mentre in privato maledicevano il giorno in cui hanno firmato. E’ sempre il loro ricorso ad ammettere che lo Stato “impone nuovi contributi alla finanza pubblica a carico della Regione Sardegna, senza far precedere tale imposizione da una regolazione pattizia tra lo Stato e la Regione e impone alla Regione Sardegna di conseguire risparmi di spesa in settori che sono definiti non in via autonoma dalla Regione medesima, bensì con decisione assunta dalle altre Regioni e Province Autonome o addirittura dello Stato”.
Insomma, mentre in preda all’ebbrezza politica vagheggiavano di agenzia delle entrate regionale, lasciavano che Renzi portasse via il salvadanaio della Sardegna. Ora tornano alla carica con nuovi annunci, con risorse vecchie contrabbandate come nuove, facendo finta, nonostante ormai siano arrivati a metà mandato, di essere appena arrivati. Prima di firmare qualsiasi altro atto, il presidente della Regione venga in Consiglio Regionale, porti il confronto nell’unica sede legittima e rappresentativa. Il fatto che eluda il confronto in Aula e il coinvolgimento dell’Opposizione la dice lunga sulla serietà delle interlocuzioni in corso. La smetta di giocare a carte coperte per coprire le manchevolezze del Governo e il fallimento di trattative che hanno fatto perdere all’isola centinaia di milioni di euro. Dimostri con i fatti di avere a cuore prima la Sardegna e poi la fazione di appartenenza.
* coordinatore regionale di Forza Italia
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