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Red 3 gennaio 2018
Psa: altri 215 capi abbattuti
Prosegue la lotta contro la Peste suina africana in Sardegna. Abbattuti ad Orgosolo 215 maiali al pascolo brado illegale, privi di controlli sanitari, non registrati e di ignota proprietà
Psa: altri 215 capi abbattuti

ORGOSOLO - Si è concluso poco dopo le 13.30 di oggi (mercoledì), in località Pradu-Montes, nelle campagne di Orgosolo, l’intervento di controllo sul territorio e quindi di abbattimento portato avanti dall’Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, in collaborazione con la Prefettura e con la Questura di Nuoro, su maiali allo stato brado illegale, senza controlli sanitari, non registrati e di ignota proprietà. Bilancio delle attività, iniziate questa mattina, è di 215 suini abbattuti. L’attuazione del piano di eradicazione della Psa è resa possibile grazie alla collaborazione tra l’Udp, composta da personale dell’Ats, del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, dell’Agenzia Forestas e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, con gli uomini e le donne delle forze di polizia nazionali. Nell’ambito della lotta alla Psa, la normativa vigente vieta in tutto il territorio della Sardegna il pascolo brado non confinato, pratica che favorisce la continua diffusione della malattia con lo scambio tra soggetti infetti e sani: tra maiali e maiali e tra maiali e cinghiali.

Per allevare in regola e nel rispetto delle leggi, è necessario registrare i propri animali, sottoporli ai dovuti controlli sanitari e custodirli al chiuso o al pascolo semi brado confinato. Esistono due tipologie di allevamento in semibrado: una per le zone Rosse (infette da Psa) e l’altra per le zone Bianche (immuni dal virus). Nel primo caso, la detenzione di suini all’aperto in spazi confinati non deve superare la superfice massima di 10ettari; nel secondo, le estensioni degli allevamenti non devono superare i 40ettari. La separazione fra gli allevamenti e l’esterno deve essere garantita attraverso recinti (muri a secco in pietra o doppie delimitazioni in rete metallica) o altri manufatti alti almeno 1,5metri. Tali strutture non devono quindi essere accessibili da parte di altri suini presenti al di fuori dell’allevamento o da cinghiali selvatici, possibili vettori del virus della Psa verso i maiali sani custoditi all’interno. Il carico sostenibile consentito è di 15quintali di animali per ettaro.

La presenza endemica della Peste suina africana, che da quarant'anni infesta diversi territori dell’Isola, ha come maggiore conseguenza il blocco alla vendita fuori regione delle carni, nate ed allevate in Sardegna, e dei salumi. Perdite quantificabili in centinaia di milioni di euro ogni anno ed in migliaia di posti di lavoro rimasti sulla carta. Inoltre, la presenza della malattia e l’embargo sulle vendite ha decimato gli allevamenti regolari che negli ultimi anni hanno visto dimezzato anche il proprio patrimonio zootecnico, stimato in poco più di 150mila capi. A fronte di questo, e con un comparto regionale in forte sofferenza, la Sardegna è fra le regioni con il maggior consumo di carni suine d’Italia, tanto che circa l’80percento del fabbisogno locale viene compensato da prodotti extra isolani.
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