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Red 3 gennaio 2020
Il tempo dei Fenici, incontri in Sardegna
In libreria “Il tempo dei Fenici. Incontri in Sardegna dall’VIII al III secolo avanti Cristo”, secondo volume della collana Ilisso riferita all’archeologia. Trentasette autori, 440 pagine e 576 immagini tra illustrazioni e fotografie per raccontare la storia del popolo che inventò la scrittura


NUORO - Dopo il successo editoriale del volume “Il tempo dei Nuraghi”, pubblicato lo scorso anno, è ora in libreria “Il Tempo dei Fenici. Incontri in Sardegna dall’VIII al III secolo a. C.”, secondo titolo della collana di archeologia edito dalla “Ilisso”. Ancora un’opera monumentale, per la quale la casa editrice nuorese ha coinvolto trentasette autori, specialisti in vari ambiti, che hanno redatto settantotto testi in oltre 440 paginem con un apparato iconografico di 576 immagini a colori e tavole illustrate in grado di guidare il lettore in un affascinante viaggio. Un’avventura editoriale diretta anche per questa nuova edizione dall’antropologa ed archeologa cagliaritana Tatiana Cossu, con il coordinamento scientifico dei docenti Carla Del Vais, Michele Guirguis, Alfonso Stiglitz ed il coordinamento editoriale firmato dalla storica Anna Pau.

Un volume da sfogliare pagina per pagina, per meglio comprendere ed assorbire l’apporto multidisciplinare delle diverse scienze d’indagine affrontate, da quelle botaniche e zoologiche, a quelle più specifiche come la bioarcheologia o la paleopatologia, discipline che, grazie a rigidi protocolli di ricerca sui metodi di raccolta dei frammenti ossei, consentono ora un quadro più chiaro delle numerose sepolture. Tanti nuclei tematici, che come le tessere di un mosaico restituiscono un affresco affascinante e complesso di un’epoca che ha visto i sardi protagonisti nell’ampio scenario del Mediterraneo. La storia e la cultura del popolo che inventò l’alfabeto sono state studiate grazie ad una metodologia narrativa originale, in grado di elaborarne i molteplici ambiti: le merci e le rotte, la politica e la religiosità, le attività agricole ed artigianali, la casa e la vita domestica, il trattamento dei defunti e le tombe infantili. Ed ancora: le divinità, l’alimentazione, la musica e la danza, la scrittura, i gioielli e gli amuleti, i templi, le tombe e la ricerca antiquaria nelle principali necropoli di Sardegna (Monte Sirai, Tharros, Othoca, Tuvixeddu e Villamar).

Il risultato, presente in tutte le librerie (compreso il book-shop del nuovo “Spazio Ilisso” di Via Brofferio, a Nuoro) è un volume esaustivo, dall’apparato iconografico sorprendente, reso possibile oltre che dal contributo del Banco di Sardegna, anche grazie alla collaborazione di quanti ogni giorno si occupano della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico sardo: il Polo museale di Cagliari, i Musei e le Soprintendenze archeologiche della Sardegna, i Musei reali di Torino, il Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo di Roma, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i piccoli Comuni, l’Università degli studi di Cagliari e quella di Sassari, una rete preziosa di enti ed istituzioni al lavoro per restituire l’affascinante civiltà dei sardi.
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22/2/2020
Mercoledì sera, negli spazi del Distretto della creatività, la giornalista presenterà il suo libro, edito da Castelvecchi editore, “Vittorio Arrigoni. Ritratto di un utopista”
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