|
Antonio Burruni
4 gennaio 2008
«Ztl, Alghero prenda esempio da Barcellona o Lisbona»
I lettori di Alguer.it chiedono all’Amministrazione algherese di prendere provvedimenti simili a quelli già in uso nelle capitali europee
![]()
ALGHERO – Dopo gli ultimi annunci dell’Amministrazione Comunale in tema di aree pedonali e zone a traffico limitato, sono arrivati alla redazione de Il Quotidiano di Alghero diversi commenti da parte di cittadini interessati alla vicenda. Tralasciando i commenti più ovvi in tema di multe, alcuni suggerimenti meritano il giusto risalto e approfondimento. Soprattutto chi viaggia in giro per l’Europa si è accorto di una diversità di approccio al problema degli accessi ai Centri Storici, delle aree perdonali ed alle Ztl in genere. Ad Alghero, si agisce con telecamere, vigili e multe, ma, troppo spesso, questo non è sufficiente. Non risolve infatti il problema, visto che in tanti entrano comunque nella zona vietata, mentre porta sull’Amministrazione Comunale l’accusa di non voler risolvere la situazione, ma di voler semplicemente “fare cassa” con gli introiti delle contravvenzioni. In altre città europee, con centri storici di grandi dimensioni, come Lisbona, o la con tanta attenzione monitorata Barcellona, ma non solo, è stato creato un metodo semplice quanto perfetto. Negli ingressi delle zone a traffico limitato, sono state poste delle barriere mobili, simili ai dissuasori in ghisa già presenti in città. Quando i veicoli non autorizzati cercano di passare, queste barriere restano al loro posto, mentre, al passaggio delle auto provviste di regolare pass, scendono fino a raso, consentendo l’accesso. Il sistema è molto semplice ed assai simile al telepass in uso nelle autostrade italiana. Il sensore della barriera viene sollecitato da un dispositivo all’interno della vettura (per esempio, una tessera magnetica) e si abbassa al momento opportuno, per poi tornare alla posizione originaria. Questo permetterebbe di evitare fraintendimenti, traffico congestionato e multe salate per le tasche dei cittadini algheresi.
Nella foto: Dissuasori mobili in uso in alcune capitali europee |
|



