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S.A.
7:07
La proposta: via l’asfalto al Lungomare Dante
Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune pone al centro del dibattito pubblico la “riscrittura” urbana del lungomare Dante. La proposta auspica prevede l’eliminazione della strada asfaltata con la realizzazione di una pavimentazione carrabile e marciapiede senza soluzione di continuità inglobante la pista ciclabile. La tipologia di pavimentazione potrebbe essere esemplata sul modello di quella esistente nel lungomare Cristoforo Colombo
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ALGHERO - Un progetto per un nuovo volto al lungomare Dante che coinvolga tutti i cittadini e per affermare la “libertà di panorama”. Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune ha inviato al sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, all’Assessore alla Programmazione strategica Enrico Daga all’Assessora al Turismo e AAPP Ornella Piras, all’assessore Urbanistica, partecipazione e immaginazione civica Roberto Giuliano Corbia e all’assessore alla tutela e valorizzazione ambientale Raniero Selva, alla presidente della Commissione Consiliare I Giusi Piccone e al presidente della III Commissione Consiliare Gianni Occhioni un progetto che per dare per dare un nuovo volto al lungomare Dante e affermare il principio di “libertà di panorama”.
Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune pone, al centro del dibattito pubblico, la “riscrittura” urbana del lungomare Dante. La proposta auspica un processo partecipativo che coinvolga tutta la città prevedendo l’eliminazione della strada asfaltata con la realizzazione di una pavimentazione carrabile e marciapiede senza soluzione di continuità inglobante la pista ciclabile. La tipologia di pavimentazione potrebbe essere esemplata sul modello di quella esistente nel lungomare Cristoforo Colombo. Massima attenzione deve essere posta alla sicurezza pubblica, perciò si dovrà predisporre un agevole passaggio per i mezzi di soccorso. «Vogliamo proporre un piano partecipativo di tutti i cittadini per ridisegnare la passeggiata a sud della città con la valorizzazione dell’essenza botanica Phytolacca dioica, la pianta che caratterizza il paesaggio costiero della città. Si dovranno realizzare dei piccoli cartelli, discreti e minimali, che illustrino la storia della messa a dimora, sin dall’inizio del Novecento, della specie botanica e la messa a dimora di nuove piante. Al nuovo assetto dell’area dovrà coniugarsi il Piano d’insieme per l’occupazione del suolo pubblico e della “libertà di panorama”. Il piano dovrà rispettare le caratteristiche dei valori paesaggistici, architettonici, urbanistici, storici e simbolici del luogo coniugando un uso equilibrato tra diversi interessi privilegiando la fruizione pubblica» spiega il portavoce del comitato civico.
«Il lungomare già destinato dal piano del commercio ad artigiani di comprovata maestria dovrà riservare particolare attenzione ai maestri della lavorazione del corallo mettendo in relazione il vicino Museo del Corallo e la torre di San Giacomo con l’Acquarium Rubrum. Contestualmente dovranno essere delimitati gli spazi per i tavolini con l’esposizione della piantina con il numero di tavolini dell’area in concessione. Si dovrà privilegiare l’occupazione a ridosso delle recinzioni delle ville liberty, (in applicazione dello schema tecnico di occupazione del suolo pubblico A1 del regolamento) lasciando conseguentemente libera la parte fronte mare per consentire la “libertà di panorama” e il godimento pubblico delle vedute paesaggistiche, tra la più belle della città, con le maestose Phytolacche e il promontorio di Capo Caccia. Il Piano d’insieme per l’occupazione del suolo pubblico e della “libertà di panorama” dovrà prevedere solo sedie, tavolini, ombrelloni escludendo pedane, recinzioni, gazebo e dohors come già previsto nei bastioni. Inoltre dovranno essere rimossi gli eco box sostituiti con un sistema di raccolta consono al contesto» si sostiene nella proposta del Comitato Suolo Pubblico Bene Comune. «Saprà il Comune di Alghero far prevalere il principio di “libertà di panorama”, di tutela del decoro urbano, dell’igiene, della fruizione degli spazi pubblici e di equilibrato utilizzo della risorsa pubblica limitata e scarsa?» si chiede, in conclusione, il portavoce del Comitato Suolo Pubblico Bene Comune rilanciando la sfida a Porta Terra.
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