«I cittadini non gioiscono affatto nel vedere che i loro rappresentanti, eletti con una gran messe di voti, anziché occuparsi della soluzione dei problemi degli elettori, si dedicano ad altre questioni»
ALGHERO – Botta e risposta tra l’esponente del Pd Enrico Daga e il capogruppo forzista Giancarlo Piras, che aveva aggettivato come “
becera”, la netta presa di posizione dei partiti di centrosinistra circa il braccio di ferro in corso per la spartizione delle poltrone assessoriali. «L’intervento del capogruppo forzista in consiglio comunale ha un esordio davvero poco felice. In piena sintonia con le scelte politiche nazionali, che spostano inesorabilmente a destra il neonato partito della libertà (o partito del popolo della libertà, ancora non è del tutto chiara la dicitura esatta), Piras si è sentito in dovere di dare un segno forte e chiaro che la maggioranza di centrodestra ha le armi giuste per difendersi». Sul piano della logica politica e della civiltà però, secondo Daga, l’intervento a gamba tesa del leader azzurro è davvero poca cosa. L’esponente del Partito democratico si riferisce alla lunga contrapposizione tra i partiti e i gruppi di maggioranza per riequilibrare i posti nella giunta, «che Piras interpreti tutto ciò come un’azione della maggioranza tesa a “rendere ancora più efficace l’azione di governo della città” è certamente legittimo, ma non può immaginare che “una realtà cittadina ormai disincantata” possa crederci». «Questo modo di fare può essere correttamente accusato di strumentalità o, peggio, di attentato alla normale intelligenza dei cittadini. Le lotte politiche all’interno delle coalizioni sono una realtà non solo locale, ma nazionale e internazionale». I partiti ed i singoli esponenti sgomitano e si accapigliano per le poltrone: è un fatto chiaro come il sole, rimarca. «Perché negarlo – continua Daga - perché negare che molti e annosi problemi della città sono passati in secondo piano, scavalcati dalla lotta per il potere? L’uscita di An dalla giunta, non fu dettata da questioni attinenti alla nomina del presidente del Parco di Porto Conte? E l’uscita di due consiglieri dell’UDC, non fu dettata dalle stesse motivazioni? O Piras pensa che vi sia in città un solo algherese che pensi che tutto ciò sia accaduto per una corale volontà della maggioranza di rendere più efficace l’azione del governo cittadino?». Se le opposizioni affermano che problemi importanti quali il PUC, il Piano del traffico, l’edilizia economica e popolare, lo sviluppo turistico ed alberghiero, gli spazi di aggregazione giovanile sono passati in secondo piano nell’interesse e nelle attenzioni delle forze politiche di maggioranza, stanno strumentalizzando si chiede Daga. «Stanno trattando squallidamente e con disinvoltura i problemi della gente? O è forse il contrario? E cioè: non sono il sindaco, la giunta ed i partiti di maggioranza che dovrebbero occuparsi a tempo pieno di questi problemi? E non farlo per dedicarsi ai problemi dei partiti e delle logiche spartitorie come dovrebbe essere giudicato dai cittadini? Certo, noi dell’opposizione abbiamo messo nel calderone delle critiche anche aspetti che non sono certamente riconducibili in toto a responsabilità primarie dell’ente locale». «I cittadini non gioiscono affatto nel vedere che i loro rappresentanti, eletti con una gran messe di voti, anziché occuparsi della soluzione dei problemi degli elettori, si dedicano ad altre questioni. E se al governo ci fosse stato il centrosinistra, che avrebbe detto Piras – conclude Enrico Daga - sarebbe interessante saperlo». E’ sicuro Piras che infarcendo i suoi interventi di insulti e male parole dia un contributo alla crescita civile e democratica della città, si chiede in chiusura Daga.
Nella foto Enrico Daga e Giancarlo Piras