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S.A.
15:15
Aeroitalia lascia, Sindacati sul piede di guerra
In attesa di un confronto con la Regione e l’Enac il cielo sopra la Sardegna è sempre più scuro dopo l’ultimatum della compagnia aerea. Cisl e Fit chiedono un intervento immediato a Cagliari e Roma e nuove garanzie per voli, servizi e lavoratori
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ALGHERO - «Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, sulla possibilità che la compagnia abbandoni i collegamenti in continuità territoriale destano forte preoccupazione. La prima cosa da chiarire è semplice: se Aeroitalia dovesse ritirarsi, come verranno garantiti i voli? Per chi vive in Sardegna, poter raggiungere la Penisola per lavoro, studio, cure mediche o necessità familiari non è un privilegio. È un diritto che deve essere assicurato». È quanto dichiarano Pierluigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna, e Claudia Camedda, segretaria generale della FIT CISL Sardegna, intervenendo sulle difficoltà che attraversano il trasporto aereo regionale e l’ultimatum dell’ad della compagnia aerea alla Regione. «La Regione ha stanziato 10 milioni di euro per far fronte all’aumento del costo del carburante. È un intervento che riconosciamo, ma ora occorre sapere quando e come queste risorse potranno essere effettivamente utilizzate. Al vertice del 6 maggio scorso, Governo e Regione si erano impegnati a individuare ulteriori finanziamenti per sostenere i collegamenti. Si è parlato anche di un contributo statale di 10 milioni, ma non sappiamo ancora se e quando queste risorse saranno disponibili. Chiediamo al Ministero di fare chiarezza e di dare seguito agli impegni assunti».
Nel frattempo, il costo del carburante aereo è cresciuto sensibilmente. Secondo i dati regionali, il prezzo di riferimento è passato da circa 635 a oltre 1.075 euro a tonnellata, con un aumento vicino al 70%. «È evidente che le condizioni economiche sono cambiate. Bisogna capire quanto questo aumento pesi realmente sui bilanci delle compagnie e se le risorse individuate siano ancora sufficienti. Ma ogni eventuale compensazione deve basarsi su costi effettivi e documentati, nel rispetto delle regole e degli obblighi contrattuali.Non possiamo chiedere ai cittadini e ai lavoratori di pagare le conseguenze di questa situazione». C’è poi la questione occupazionale. Aeroitalia ha assunto 389 dipendenti sardi e un eventuale disimpegno dai collegamenti in continuità territoriale potrebbe avere conseguenze sui loro rapporti di lavoro: «chiediamo alla compagnia di chiarire subito quali attività e quali lavoratori sarebbero coinvolti e quali misure intenda adottare per salvaguardare l’occupazione. Su questo serve un confronto sindacale immediato, senza attendere che la situazione precipiti». Le preoccupazioni non riguardano soltanto i dipendenti delle compagnie aeree. Questa vicenda conferma che la Sardegna non può continuare ad affrontare il trasporto aereo soltanto quando emerge una nuova difficoltà: è il monito dei sindacati. «Dietro ogni volo ci sono anche i lavoratori dell’handling, della manutenzione, dell’assistenza ai passeggeri e di tutti gli altri servizi aeroportuali. Meno collegamenti possono significare meno lavoro, maggiore incertezza e difficoltà per molte imprese.Dobbiamo evitare che una crisi delle compagnie finisca per coinvolgere l’intera filiera aeroportuale». CISL e FIT chiedono a Regione e Governo di intervenire subito per garantire la regolarità dei collegamenti, chiarire la disponibilità delle risorse e indicare quali misure potranno essere attivate, nel rispetto delle regole vigenti, qualora Aeroitalia decidesse di ritirarsi. Chiedono inoltre alla Regione di aprire entro quindici giorni un confronto con le organizzazioni sindacali, le compagnie e gli operatori aeroportuali per affrontare le criticità del sistema e le prospettive occupazionali. «Riconosciamo le novità positive introdotte dalla Regione con la nuova continuità territoriale, a partire dall’ampliamento delle categorie che possono beneficiare delle tariffe agevolate. Ma è necessario verificare anche ciò che non funziona, a cominciare dall’affidabilità dei collegamenti e dalla sostenibilità economica dei contratti. Non si tratta di difendere a ogni costo il modello attuale, ma di capire dove intervenire per migliorarlo.» |
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