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Red
28 maggio 2009
Sella: Conferenza con Elena Besussi
Venerdì 29 maggio, alle ore 19, presso l'Asilo Sella, aula magna piano terra, nel Lungomare Garibaldi di Alghero
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ALGHERO - Partendo da un’interpretazione più laica (meno lefebvriana) del concetto di "produzione della città” si cercherà di discutere le differenze nella divisione del lavoro e nell’organizzazione delle professioni dell’”ambiente costruito” (built environment) esistenti tra il modello anglosassone e quello italiano e di vederne mutui problemi e vantaggi per il ruolo di urbanisti e architetti.
È ovvio che in entrambi i contesti il problema non è tanto “avere una professione” quanto piuttosto “sapere (che) fare”. E tuttavia ci sono ambiti culturali, storici, istituzionali che consentono a questo sapere che fare di trasformarsi in professione e alla professione di trasformare il fare. La validità dello statuto disciplinare dell’urbanistica (in particolare nella forma di pianificazione) dipende in gran parte dalla capacità di costruirsi in professione e di argomentare la propria necessità nei diversi contesti politici e culturali. È forse per questo che ci sono molte più archistar che urbanistar? Elena Besussi è teaching fellow e dottoranda alla Bartlett School of Planning, UCL. Dopo la laurea in Pianificazione Urbanistica e Territoriale allo IUAV è stata assegnista di ricerca e collaboratore alla didattica al Dipartimento di Pianificazione dello stesso IUAV. Trasferitasi a Londra nel 2002 è stata, fino al 2005, ricercatore al Centre for Advanced Spatial Analysis (UCL) e dal 2006 è Teaching Fellow in Pianificazione e Riqualificazione Urbana alla Bartlett School of Planning (UCL). Tra il 2006 e il 2007 è stata anche Planning Advisor (consulente pro-bono) per il Willowbrook Centre (Londra), ricercatore esterno per la British Urban Regeneration Association e visiting lecturer alla Westminster University. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni del welfare locale e sull’impatto dei processi di devoluzione fiscale nelle trasformazioni urbane. |
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