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Red
5 settembre 2009
"Il Termitaio" infiamma il Quarté Sayàl
La presentazione dell´ultimo libro di Alberto Statera è l´occasione per un seria riflessione sulla politica, gli affari e l´informazione nel Belpaese. Circa mille persone al Quarté Sayàl di Alghero

ALGHERO - Gran fermento ad Alghero, nella splendida cornice del Quarté Sayàl, per la presentazione dell'ultima fatica di Alberto Statera, organizzata dall'Obra Cultural de l'Alguer, "il Termitaio", in pubblicazione nelle librerie dallo scorso giugno. Oltre all'autore, Renato Soru, Guido Melis, Carlo Sechi, Francesca Barracciu e Franco Siddi, sviscerano, con la moderazione di Giacomo Mameli, uno dei mali più profondi del potere politico italiano: Gli appalti che governano il Belpaese.
Il libro-inchiesta dell'editorialista de La Repubblica diventa così il terreno preferito dove analizzare gli intrecci tra affari e politica. Il più applaudito è sempre lui, l'ex presidente della regione Sardegna Soru, definito da Statera l'Obama di Sanluri. Renato Soru sintetizza i cinque anni della sua amministrazione e parla apertamente di rigore: «Non conosco nemmeno un appalto che non sia andato a chi lo meritava», puntualizza. Parla anche del "killeraggio" a cui è stato sottoposto da certa stampa, senza per questo aver avuto le difese di nessuno.
Durissimo l'attacco frontale al Premier Berlusconi: «Il telefono di palazzo Chigi usato per parlare con delle ragazzine minorenni e degli spacciatori di droga, inamissibile in un paese normale». Quest'Italia sta per subire una «violenta detonazione», avverte Soru, perchè si sta oltrepassando il limite, in tutti i campi. Azzeccato per l'ex Governatore il paragone con l'America di Clinton: «Immaginate che gli americani avrebbero rivotato per un presidente che dalla sua stanza Ovale chiama venti volte un pusher di droga», provate solo a pensarci ripete Soru.
E il dibattito non poteva certo non essere influenzato dal "clima intimidatorio" che in questi giorni si respira nel paese: E' il Segretario Nazionale della Federazione della Stampa Italiana, Franco Siddi, a scaldare subito la platea descrivento le numerose intimidazioni che ormai i giornalisti sono costretti a subire all'interno delle redazioni dei giornali. Politica e informazione diventa così l'argomento forte: Siddi riporta l'ultima sparata del presidente Berlusconi che parla di "povera italia, con gente che si abbevera della disinformazione" e sferra un durissi attacco. «Poveri noi - ribatte - con un presidente che quotidianamente mina la libertà d'informazione».
Spazio poi alla stagione politica che anima il Partito democratico con l'intervento della candidata alla Segreteria regionale Barracciu che ri-parla di "valori del centrosinistra" e di unità. Proprio quella che il Pd sardo non riesce a mettere in campo anche nell'incontro di Alghero, con lo strappo di Silvio Lai (anche lui tra i candidati alla segreteria con la mozione Bersani), che diserta e invia un fax dove, in pratica, dice di tirasi fuori da «confronti faziosi, con copioni già scritti».
Nella foto: un momento dell'incontro al Quarté Sayàl di Alghero
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