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Antonio Burruni
18 dicembre 2009
Cultura ed università, porta verso il domani
Proseguono le attività propedeutiche al futuro reinserimento dei detenuti nella società fuori dalle mura. Con questo spirito, si è tenuto, nei giorni scorsi, un convegno sul tema, nelle sale del carcere “San Michele” di Alghero
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ALGHERO - Creare aree d’intervento, per valorizzare aspetti formativi per l’inclusione sociale e migliorare le condizioni di vita all’interno degli Istituti di Pena per sostenere i detenuti nel reinserimento sociale. Con questo spirito, si è tenuto, nei giorni scorsi, un convegno sul tema, nelle sale del carcere “San Michele” di Alghero.
Proprio la Casa Circondariale diretta da Francesco Gigante, con il “Progetto Ludica”, finanziato dalla “Fondazione Banco di Sardegna”, ha sostenuto il percorso universitario di cinque detenuti. E proprio grazie a questo Progetto, nel 2005, si è iscritto ai corsi universitari anche Stefano Diana, trentatreenne di Pozzomaggiore, che, la settimana scorsa, si è laureato davanti a cinque professori dell’Università degli Studi di Sassari, proprio nel carcere algherese. Diana, dopo il diploma scientifico, si è laureato in Scienze della Comunicazione, con la votazione di centoquattro su centodieci, con la tesi “L’importanza dei libri dentro il carcere”. Il neolaureato, che ora vorrebbe fare il giornalista, lavora nella biblioteca “Fabrizio de Andrè” ed è il primo detenuto che si laurea in un carcere sardo. |
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