|
Red
11 febbraio 2010
Università: mazzata del Ministero su Sassari
A denunciare il fatto sono i consiglieri regionali del PdL che, con una interrogazione, hanno chiesto l’intervento del Presidente della Giunta regionale e degli assessori della Sanità e dell’Istruzione
![]()
SASSARI - «Il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, decretando sull’assegnazione dei contratti per l’Anno Accademico 2009-2010 per le Scuole di Specializzazione delle facoltà di Medicina e Chirurgia ha, di fatto, cancellato numerose Scuole di Specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Sassari».
A denunciare il fatto sono i consiglieri regionali del PdL che, con una interrogazione (primo firmatario Nicolò Rassu), hanno chiesto l’intervento del Presidente della Giunta regionale e degli assessori della Sanità e dell’Istruzione. «Si tratta dell’ennesimo esempio di noncuranza e leggerezza - scrivono Nicolò Rassu, Gian Vittorio Campus, Ignazio Artizzu, Gianfranco Bardanzellu, Rosanna Floris, Silvestro Ladu, Onorio Petrini, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Paolo Terzo Sanna e Carlo Sanjust - un fatto grave che danneggia profondamente il patrimonio scientifico e culturale dell’Isola, mortificando ancora una volta l’Ateneo sassarese». A sancire la chiusura delle scuole di specializzazione della facoltà di medicina di Sassari è l’articolo 1 del Decreto Ministeriale del 5 febbraio 2010 del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca che identifica in 5000 il numero dei contratti, con la relativa ripartizione per ciascuna tipologia, per le scuole di formazione specialistica da assegnare alle università, per l’Anno Accademico 2009-2010. «Ma fra queste, non c’è l’ateneo sassarese - denunciano i consiglieri regionali - e non è accettabile che l’Università di Sassari venga privata della possibilità di formare medici specialisti nella propria scuola di specializzazione. In questo modo, inoltre, si sta privando la Sardegna di una risorsa professionale medico-scientifica indispensabile e necessaria». «Questo provvedimento - precisano - danneggia direttamente ed irrimediabilmente tutti i medici che si apprestavano a frequentare i corsi specialistici, e solamente chi ne avrà la possibilità economiche, potrà frequentare la scuola di specializzazione in altri atenei, qualora ammesso data la riduzione dei contratti disponibili». «Chiediamo un intervento autorevole della Giunta nei confronti del Ministero affinché vengano rassegnati i contratti di specializzazione - conclude Nicolò Rassu - e in subordine, chiediamo che lo stesso Esecutivo regionale possa attivarsi in applicazione dell’articolo 3 del Decreto che stiamo contestando che dispone che “possono essere attivati anche contratti finanziati dalle regioni, da enti pubblici, nonché quelli derivanti da finanziamenti comunque acquisiti dalle università che si possono aggiungere ai contratti statali così come deliberato dalla Conferenza Stato-Regioni in data 25 marzo 2009, al fine di colmare, ove possibile, tra i fabbisogni ed il numero dei contratti statali”». |
|



