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S.A.
17 gennaio 2011
Critiche a Tedde: «zona industriale dimenticata»
Il duro attacco di Sinistra Ecologia e Libertà all'amministrazione Tedde per non aver promosso politiche di sviluppo e rilancio del settore agricolo e manufatturiero a san Marco, Surigheddu e Mamuntanas

ALGHERO - «Il recente commissariamento dell’ex Asi, ora Cip (Consorzio Provinciale Industriale), ha posto in evidenza l’ostilità che la destra alla guida della Regione dimostra di avere nei confronti delle prerogative delle Autonomie Locali, soprattutto di quelle gestite dal centrosinistra, di cui, probabilmente, intende vanificare e contrastare l’azione politica nei territori che governa». Il coordinamento cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà punta il dito contro la gestione della questione da parte del Governatore ma non lesina critiche anche verso l'Esecutivo Tedde.
«L’arrogante decisione giunta da Cagliari - spiegano Balbina (Giancarlo, coordinatore cittadino ndr) e compagni - pur destando le energiche proteste del Sindaco Ganau, della Presidente Giudici, del Sindaco di Portotorres, con tanto di annunciati ricorsi al Tar, ha lasciato del tutto indifferente il Sindaco Tedde, per il quale, evidentemente, l’Area Industriale di S.Marco, pur facente parte integrante del Consorzio, non “rientra” nel territorio algherese, esattamente come l’area agricola di Surigheddu e Mamuntanas, lasciata, in tutti questi anni, nell’abbandono e nel disinteresse totale».
Dal centro-sinistra evidenziano «l’inerzia della Giunta Tedde» dedita alla sola attività turistico-ricettiva ma senza «un'idea di sviluppo della città e del suo territorio, come dimostrano la forte crisi economica e i livelli preoccupanti di disoccupazione, in primis giovanile, che attanagliano oggi la Riviera del Corallo». Un'occasione sprecata secondo Sel nella valorizzazione dei settori primario e secondario. D'altrone proseguono: «i tre siti industriali che costituiscono il Cip, ovvero i siti di Porto Torres, Truncu Reale a Sassari e San Marco ad Alghero, contano, già oggi, circa duecento attività, da quelle di grandi dimensioni alle microimprese, per un totale di circa tremila occupati, e una forte potenzialità di espansione».
Non di secondo piano è la presenza di porto e aeroporto, l’ingente patrimonio di lotti liberi da mettere ancora sul mercato, l’alto livello di infrastrutturazione, le professionalità di sicuro valore, l’assenza di criminalità organizzata, «tutti fattori di competitività che l’area possiede, per l’implementazione di nuove imprese, sia locali che provenienti da oltre tirreno». Oltre alle possibilità di investire nel fotovoltaico e l'eolico.
Occorre un piano di sviluppo - concludono da Sel - che valorizzi a pieno le potenzialità agricole e manifatturiere del territorio, tenendo lontano da Alghero attacchi speculativi immobiliari, sempre in agguato, e piani casa fasulli oltre che inutili, in una città che vanta oltre 500 appartamenti invenduti, prezzi alle stelle che non accennano a scendere e un previsto basso profilo di crescita demografica.
Nella foto: la zona di San Marco
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