|
Antonio Sini
5 marzo 2005
Massimo Fantola: non abbiamo un piano dei trasporti regionale
L’ex leader dei Riformatori, oggi in veste di docente, ha affermato che la Sardegna è, tra le isole Europee, la meno accessibile, più periferica e assicura ai viaggiatori un livello di servizio minore rispetto alle altre isole
![]()
ALGHERO - A margine del Congresso promosso dai Riformatori Algheresi, sul tema “Viabilità e trasporti nello sviluppo della Sardegna Nord-Centro- Occidentale”, nei locali del Rina Hotel, abbiamo sentito Massimo Fantola, già segretario del partito e onorevole alla regione per tre legislature, oggi in veste di Docente nel Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti nell’Università di Cagliari.
Professor Fantola quale è il rapporto fra viabilità e sviluppo in un territorio? «E’ uno sviluppo complessivo di tutto un territorio, economico, sociale, culturale, civile nel suo insieme. Il trasporto è uno dei vincoli che spesso ne precludono lo sviluppo, insieme ai trasporti metterei il credito, l’acqua, l’energia, comunque se manca l’accesso ai grandi centri di attività di traffico, l’accesso minuto al territorio, non ci può essere sviluppo». Ha parlato di accessibilità, cosa differenzia la Sardegna dalle altre realtà isolane ed Europee? «C’è stato da poco uno studio, presentato proprio ieri a Cagliari, nel quale la Sardegna è, tra le isole Europee, la meno accessibile e la più periferica, quella cioè per cui il sistema intermodale di trasporto, che vuol dire aereo, navale, ferroviaria, ecc.., assicura ai viaggiatori un livello di servizio minore rispetto alle altre isole. E questo è ancora più importante perché la Sardegna ha una popolazione superiore a quella di altre isole del Mediterraneo, esclusa la Sicilia, e soprattutto ha un contesto produttivo notevole, più integrato con l’Europa centrale». Lei ha parlato di linee di azione molto scarse, cosa intende ? «Significa che non abbiamo oggi un piano dei trasporti regionale: i piani non sono ormai dei piani statici, per cui una volta fatti rimangono identici per 10/15 anni, ma devono essere aggiornati, in Sardegna non abbiamo neanche le linee guida di un piano di trasporti, non sappiamo quali sono gli interventi prioritari, non sappiamo, quali benefici e quali costi siano conseguenti a determinate iniziative su questo settore, non abbiamo un assetto complessivo dei trasporti e della mobilità che è reso efficiente dagli interventi effettuati e da quelli che si devono programmare». L’ultimo piano risale a 14 anni fa… «Nel 1984 è stato fatto il Piano Regionale dei Trasporti, da allora è passato …un secolo, abbiamo un’altra Sardegna, abbiamo altri problemi, esigenze, abbiamo un altro rapporto con il mondo che ci circonda. E’ stato presentato nel 2001 l’aggiornamento del Piano, che modificava sostanzialmente il precedente, però questo piano, a tutt’oggi, non è stato nemmeno discusso in commissione, questo credo che sia un grande errore, un grande problema, che non permetta innanzitutto ai nostri amministratori di avere una visione complessiva di prospettiva dei trasporti e quindi dello sviluppo della nostra isola». Soluzioni nell’immediato? «Le stiamo esaminando qui stasera. Innanzitutto oggi parliamo di soluzioni settoriali, sicuramente il problema del trasporto aereo è oggi particolarmente legato al fenomeno del trasporto. La rete aerea si sta modificando molto più rapidamente di quanto si modifichino le linee nazionali e regionali. La continuità territoriale oggi sembra un arnese del Medio Evo, rispetto all’evoluzione che sta avendo il low cost, tra l’altro dove si hanno delle linee quotidiane con i maggiori centri dell’Europa si è creata una interconnessione sotto ogni punto di vista, innanzi tutto turistico. Devo dire che gli unici vantaggi reali, in questi anni, sono stati nel cabotaggio, dove sono venuti fuori dei nuovi imprenditori di nuovi servizi. Questo è un fatto molto positivo, perché, sebbene nessuno lo ricordi, fra qualche anno finirà il monopolio della Tirrenia, che per noi è stato a volte un capestro, ma anche un’opportunità. Cadendo la Tirrenia ci troveremmo in una situazione molto simile a quella in cui ci siamo trovati quando ci sono state le “aperture” dei cieli, cioè la fine del monopolio nei celi della Sardegna. Ci saranno delle grandi novità forse epocali». Nella foto: l’Assessore Antonio Costantino, Massimo Fantola del Dipartimento Ingegneria dei Trasporti Università di Cagliari e il Dott. Umberto Borlotti - Direttore Generale SoGeAAl |
|


