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S.A.
5 gennaio 2012
«La verità su Rossella Urru»
L'interrogazione presentata dalla consigliera regionale Claudia Zuncheddu chiede un intervento del presidente Cappellacci in merito al sequestro della cooperante sarda avvolto nel silenzio delle istituzioni
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CAGLIARI - «Chiediamo al presidente Cappellacci se sia a conoscenza di fatti, a noi preclusi, che possano in qualche modo interessare e rassicurare la famiglia e l’opinione pubblica sarda sulla buona salute e la sorte di Rossella Urru e degli altri cooperanti rapiti». E' la richiesta che emerge dall'interrogazione presentata da Claudia Zuncheddu, consigliere regionale del gruppo misto Sinistra Ecologia e Libertà - Comunisti - Indipendentistas.
La ccoperante sarda del Cisp - Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli - è stata sequestrata da oltre due mesi, tra il 22 e il 23 ottobre, nel campo profughi, per rifugiati saharawi, a Tindouf, in Algeria. «Considerato - si legge nella nota - che dopo la missione ufficiale della Farnesina, con la visita lampo dell’inviato speciale Margherita Boniver, a Bamako, in Mali e in Burkina Faso, sul rapimento della cittadina sarda ufficialmente non si è saputo più niente». «Le uniche notizie ufficiose risultano essere - ricorda l'esponente del centro-sinistra - le immagini trasmesse il 12 dicembre dall’emittente francese France Press che attestano che la ragazza con i due colleghi spagnoli sarebbero nelle mani di aderenti, o presunti tali, di un gruppo di scissionista di Al Qaeda per il Magreb Islamico». E conclude: «mentre in Sardegna, e in diverse sedi europee si registrano grandi mobilitazioni popolari, a tutt’oggi da parte delle istituzioni regionali c’è un incomprensibile e preoccupante silenzio». Nella foto: Rossella Urru |
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