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S.A.
21 febbraio 2012
Napolitano|6: Gavino Sini per Unioncamere
«Abbiamo necessità di recuperare il “passo indietro” da cui partiamo, soprattutto per quanto riguarda la competizione economica»: il discorso del Presidente di Unioncamere Regionale a Cagliari alla presenza del Presidente della Repubblica

CAGLIARI - In occasione della visita in Sardegna del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lunedì pomeriggio è intervenuto a Cagliari, in rappresentanza del sistema delle imprese isolane, il Presidente di Unioncamere Regionale, Gavino Sini. «L’impresa soffre di un diffuso disorientamento e ricerca fortemente un suo nuovo inquadramento statuale, che il sistema camerale sta cercando di interpretare, per non perderci tutti nella giungla delle logiche globali» ha detto in avvio del suo intervento, il Presidente Sini.
«Il gap insulare, infrastrutturale, culturale e di economie esterne si è trasformato negli anni in un atteggiamento a volte pietistico a volte autonomistico, comunque in un atteggiamento che ad oggi ci porta in vertenza continua con lo Stato per poter avere pari dignità di “cittadini dello stesso tempo” - ha aggiunto -. In Sardegna soffriamo questa problematica, da troppo ormai. Abbiamo necessità di recuperare il “passo indietro” da cui partiamo, soprattutto per quanto riguarda la competizione economica. I sardi non sono abituati a piangersi addosso. Siamo pronti ad affrontare le difficoltà con lo stesso spirito da trincea che ci ha consegnato alla storia della nostra Italia. A pari condizioni però».
«Ben ricordando - prosegue -: il vero problema di una crisi mondiale di mercato, diventa così secondario rispetto all’abbandono finanziario e alla vessazione schizofrenica della regola burocratica. Nel fiume in piena della crisi, infatti, ci sono due argini bassi: la difficoltà di credito, per la quale soprattutto le nostre microimprese pagano colpe non loro e le regole “matrigne”- patti di stabilità, riscossioni, durc- che ingabbiano molti imprenditori in drammi kafkiani dove lo Stato o un suo pezzo non paga e contemporaneamente dichiara il fallimento o non fa accedere al mercato quella stessa impresa».
E conclude: «Così da più parti, in forma estrema qui da noi, assistiamo ai drammi da prima pagina. Emorragie violente delle grandi debacle industriali che strappano l’attenzione per migliaia di posti di lavoro persi in una sola battuta. Contemporaneamente viviamo i drammi da titoli di coda che non riescono ad avere neppure l’attenzione della cronaca pur essendo in valore assoluto pari o superiori agli altri. Sottili e perfide emorragie che uccidono, e neanche tanto lentamente, un tessuto di micro imprenditori e lavoratori del terziario artigianale e commerciale e del settore primario. Entrambi i drammi gravi e devastanti che tappano le orecchie e offuscano il buon senso e la responsabilità necessarie in un periodo come questo».
Nella foto: Gavino Sini
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