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Stefano Idili 27 maggio 2005
«Cambiare legge istitutiva per mettere fine ad uso politico del Parco»
«Noi crediamo con forza che sia giunto il momento che con una forte iniziativa da parte del Comune si cambi la legge istitutiva del parco per poter accogliere al suo interno oltre che politici anche dei tecnici e perché questa non rimanga un’esperienza di una sola parte politica»
«Cambiare legge istitutiva per mettere fine ad uso politico del Parco»

ALGHERO – Diverse e delicate sono le questioni che la politica deve risolvere. Soprattutto in un periodo come questo, attraversato da una lacerante crisi economica, chi governa deve avere come prima virtù la lungimiranza. Claudio Montalto, consigliere comunale dei Democratici di Sinistra interviene in merito ad alcune di queste vicende centrali che meritano un’attenzione particolare al fine di non penalizzare ancora un territorio in forte crisi come è il nostro. La delibera regionale sulle concessioni demaniali, il porto e il Parco di Porto Conte, questi i punti affrontanti dal consigliere comunale. «Ciò che è da mettere in risalto nella vicenda delle concessioni demaniali è l’isterismo che si è creato attorno ad un provvedimento che gli stessi operatori si auspicano che venga preso da tempo, cioè la limitazione delle concessioni e l’impulso rivolto ai comuni al fine di realizzare il Piano Utilizzo Litorali. Ma il centro-destra ha subito strumentalizzato il tutto senza rendersi conto che gli elettori come dimostrano le ultime tornate elettorali hanno premiato questo tipo di politica “decisionista” del presidente Soru, come abbondantemente si può vedere dalla schiacciante vittoria anche in Gallura». Se il merito della politica regionale è premiato anche dagli elettori, il metodo a volte fa discutere, almeno così è per l’esponente del partito di Fassino «siamo a conoscenza che seppure apprezzati questi provvedimenti, sicuramente da parte degli organismi regionali sarebbe necessaria una maggiore concertazione con gli enti locali e i privati interessati, al fine di far comprendere fino in fondo provvedimenti giusti com’è questo sulle spiagge. Se c’è un settore dove si deve intervenire è proprio questo e così come per la “legge salvacoste” in mancanza di regole la Regione ha deciso di legiferare per regolamentare settori importanti per lo sviluppo che non devono trascendere da una legittima salvaguardia del territorio». Per l’esponente diessino è oramai palese agli occhi di tutti i cittadini l’enorme diversità di visione politica tra le due coalizioni: la sinistra vuole programmare e come primo punto ha la difesa del suo territorio, la destra invece non programma. «Anche per quanto riguarda la questione del porto si evince dalla mancata programmazione una situazione di totale casualità della sua gestione. Ci vorrebbe più organizzazione, un idea di ingrandimento che preveda un aumento di posti barca e che il tutto diventi dunque un importante fonte di reddito per Alghero. E soprattutto dove le concessioni non vengano date senza alcune coordinamento. Un esempio eclatante è quello del famoso molo per le navi da crociera: da 15 anni si sa che mai e poi mai potranno attraccare in quel molo le nuove da crociera vista la loro mole. Non ci sarebbe voluto molto nel capire che il problema si poteva risolvere con tre boe messe al largo e poi il resto lo avrebbero fatto i charter trasportando i croceristi a terra. Cosa dice l’amministrazione di fronte a queste cose? E’ chiaro che anche per il porto sia necessaria una società di gestione mista che diventi rilevante per lo sviluppo di tutto il territorio». Il Parco di Porto Conte è sicuramente un’area che merita un degno sviluppo sia da un punto di vista di tutela ambientale, ma anche per l’eccezionale valore turistico e promozionale che potrebbe dare a tutto il territorio algherese. «Il Parco nasce male – sentenzia Montalto - con una legge istitutiva non idonea che ha fatto venir meno la natura aziendale del parco stesso». Per il consigliere dei DS il problema è insito nel fatto che c’è una deplorevole e poco proficua corrispondenza tra l’assemblea del Parco e il consiglio comunale. «Come enti rappresentanti al suo interno è previsto solo il Comune di Alghero trasformando il Parco stesso come se fosse un’assemblea cittadina, con maggioranza ed opposizione. Inoltre l’assemblea del Parco coincidendo con il consiglio comunale e con i cambi statutari apportati già dalla Giunta Baldino si è creato un meccanismo per il quale l’elezioni interne all’assemblea premiano solo i candidati della maggioranza portando anche lì tutte le tensioni poltiche».
Montalto, infine, evidenzia che la posizione del centro-sinistra è stata sempre quella di creare un’azienda mista diretta da un tecnico, a suo tempo proposero il professore Antonio Torre (adesso dirigente del Parco dell’Asinara). «Stiamo assistendo allo svuotamento del concetto stesso di parco, manca una proposta tecnica amministrativa, non c’è alcuna promozione, i turisti neanche sanno dell’esistenza di un parco, ma forse anche gli algheresi stessi orami si sono dimenticati della sua esistenza». In conclusione si manifesta nelle parole di Montalto l’appello politico rivolto alla maggioranza dal centro-sinistra algherese: «Noi crediamo con forza che sia giunto il momento che con una forte iniziativa da parte del Comune si cambi la legge istitutiva del parco per poter accogliere al suo interno oltre che politici anche dei tecnici e perché questa non rimanga un’esperienza di una sola parte politica. E soprattutto ci si dedichi ad una vera promozione facendolo diventare un organo di sviluppo per il nostro territorio con la creazione di una società di gestione che prevede al suo interno non solo il comune ma altra realtà, per esempio l’Università. Ma per adesso, malauguratamente, l’unica discussione che si sente fare è a proposito di quanto si può e potrà costruire all’interno del parco».


Nella foto: Claudio Montalto
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