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Antonio Sini 5 giugno 2005
Il vigile elettronico che toglie il sonno
Automobilisti sul piede di guerra contestano le multe ricevute, scattate da un rilevatore elettronico posto all’incrocio fra via V.Emanuele e il Canalone. Dubbi persino sul cammino degli introiti
Il vigile elettronico che toglie il sonno

ALGHERO - Il vigile elettronico collocato all’incrocio fra il canalone e via V.Emanuele, strada per Sassari e viceversa, toglie il sonno a tanti algheresi. L’occhio dello strumento elettronico, posizionato per rilevare l’infrazione al codice della strada costa 6 punti in meno nella patente e un congruo numero di €uro come oblazione. Si parla di 150 €uro, una cifra importante che deve pagare chi è passato con il “rosso”, violando il codice della strada. Passare con il rosso non è certo un esempio da seguire, tanti, troppi incidenti sono avvenuti in quell’incrocio proprio per la “svista” di automobilisti che contro il tempo lottano per 24 ore. Ma non c’è giustificazione che tenga! Le regole vanno rispettate, le infrazioni comminate ai trasgressori vanno pagate. Ma, in questi ultimi giorni ad Alghero si è innescata una fobia del tagliando di avviso di ricevimento, che pare abbia interessato migliaia di utenti della strada. Motivo? Viene recapitata la multa a domicilio e in caso di assenza dell’interessato si lascia l’avviso. Sorpresa al momento di ritirare la missiva alle poste: una multa salata per essere passati con il rosso nel “famoso” incrocio di via V.Emanuele, e 6 punti in meno nella patente di guida. Da questo momento nell’automobilista utente scoppia la naturale rivolta. Per prima cosa si cerca di mettere a fuoco il giorno in cui l’infrazione è stata commessa, e già incominciano i primi dubbi: ma ero io? Proprio a quell’ora? Avevo prestato la macchina a qualche amico o famigliare? Rompicapo che a nulla serve. Ci si deve presentare al Comando di Polizia Municipale, e mettersi a “piangere” per commuovere il vigile di turno addetto alla riscossione che ormai ha fatto il callo alle lagnanze degli automobilisti che, purtroppo a torto, se la prendono con il pubblico ufficiale che compie il suo lavoro con grande professionalità, sforzandosi sino alla sofferenza di mantenere la calma e l’aplomb. In questi giorni ha fatto il giro della città la notizia secondo la quale gli introiti delle mega multe non sarebbero incassate in toto dal Comune di Alghero. La rabbia si è raddoppiata, i ricorsi si sono moltiplicati, sono scesi in campo anche avvocati interessati da automobilisti-utenti della strada che contestano la multa. Insomma in città si è innescato un giro d’affari incredibile. Si cercano cavilli, i legali cercano appigli per contrastare in “vigile elettronico” che può anche aver sbagliato. Si tenta di far valere il principio dell’omessa contestazione in un tempo ragionevolmente breve. Infatti in molte case l’infrazione è stata recapitata con 4 mesi di ritardo. Perché si rileva l’infrazione del passaggio con il rosso solo in senso verticale e non anche a coloro che passano nel verso dell’ex-Canalone. Disparità di trattamento nel commettere la stessa infrazione? Siamo proprio sicuri che siamo all’interno della legalità? E perché si sta percorrendo il principio della repressione immediata, seppur vediamo tutti i giorni che i nostri vigili (quelli veri!) sono prodighi nell’invitare gli automobilisti algheresi a rimuovere lo stato di flagranza di reato (si pensi a tutte le macchine parcheggiate sopra i marciapiedi in divieto di sosta, alle vetture lasciate sui passi carrai per poter fare la spesa, a quante volte si chiude… un occhio), come dire che il vigile in carne e ossa ha un “cuore”, il robot no. Si preannuncia anche battaglia politica, molti consiglieri comunali vogliono veder chiaro il percorso degli introiti delle multe, qualcuno sostiene che una grande fetta, forse sproporzionata, finisce alla ditta cha ha installato l’occhio elettronico: speriamo proprio di no, perché sarebbe per la città di Alghero una vera beffa.

Nella foto: il rilevatore elettronico
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