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Stefano Idili 6 giugno 2005
Rilevatore infrazioni, Cadau: «unica volontà è ripristinare la legalità»
La Dirigente Dott.ssa Michela Cadau intende precisare che all’incirca il 60% degli introiti entrano nelle casse comunali: «Questo dicono gli atti di gara e, quindi, gli unici atti ufficiali»
Rilevatore infrazioni, Cadau: «unica volontà è ripristinare la legalità»

ALGHERO – Il comandate della Polizia Municipale Michele Cadau interviene in merito alla delicata questione del rilevatore elettronico di infrazioni, che sorge tra all’ingresso di Alghero. «Sono state diffuse una serie di informazioni che, spacciate per veritiere (piuttosto che per leggende, quali in realtà sono), hanno di fatto comportato l’unico effetto di far cadere nell’oblio l’unica motivazione a fondamento della avvenuta installazione delle attrezzature di rilevazione delle infrazioni semaforiche al passaggio con il rosso». La dirigente precisa alcuni punti riguardanti su cui in questi giorni si è montata la polemica derivante anche dalle numerose segnalazioni dei cittadini.. «Prima dell’attività dell’apparecchio si verificavano moltissimi incidenti, quasi uno al giorno. Questo è il motivo principale per cui si è provveduto ad installare il rilevatore, che , alla luce dei fatti, si dimostra un sistema efficace nella prevenzione degli incidenti, con conseguente calo delle infrazioni accertate. Quindi la motivazione principale è quella di salvaguardare l’incolumità dei cittadini in una zona a rischio da questo punto di vista». La Dott.ssa Cadau dichiara falsa la notizia che riferisce di “introiti delle multe” che “andrebbero alla società che lo ha installato” e che solo per una modesta percentuale “vada al Comune”. «Tale circostanza non corrisponde assolutamente al vero ed è preoccupante che siano diffuse (da parte di chi, poi?) informazioni del genere». La Dirigente intende precisare che all’incirca il 60% degli introiti entrano nelle casse comunali. «Questo dicono gli atti di gara e, quindi, gli unici atti ufficiali. Detti introiti saranno, ai sensi di legge, doverosamente reinvestiti in ulteriori interventi a vantaggio della collettività. Eppure, ho sentito parlare io stessa, in questi ultimi tempi, di percentuali incredibili; per citarne qualcuna: il 70%, piuttosto che il 95%, all’impresa installatrice. Non finisce di sorprendermi tanta facilità nella diffusione di notizie prive di fondamento da parte di alcuni sedicenti “bene informati”». In conclusione il comandate della Polizia Municipale Michele Cadau ci tiene a chiarire che «nessun business, quindi né da parte della Ditta (che si è vista aggiudicare, appunto, una asta pubblica) né tanto meno da parte del Comune che, certamente, non svolge attività a scopo di lucro: non vi è alcun intento di punizione nei confronti dei cittadini… l’unica volontà – palese, e che pure si cerca di coprire mediante illazioni – è quella di riportare la legalità, mediante l’affermazione e l’applicazione di norme dello Stato. Il Codice della Strada non è un insieme di regole che si rispetta quando è più conveniente, secondo il senso e la sensibilità di ciascuno: è piuttosto un corpo di norme che deve essere rispettato da chiunque, perché un domani quello stesso rispetto potrebbe salvare la vita a ciascuno di noi».
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