|
A.B.
14 marzo 2013
Statale 125: Cisl chiama Regione
Il responsabile del Dipartimento politiche industriali Giovanni Matta è chiaro: «La Giunta deve chiedere all’Anas di monitorare tutta la Statale, individuando i punti di pericolo. Il Cipe ha liberato risorse per 190milioni di euro»
![]()
CAGLIARI - L’ennesimo incidente stradale accaduto martedì sulla strada statale “125”, con il tragico epilogo di quattro vite spezzate, ripropone con forza il tema della qualità delle infrastrutture viarie della Sardegna e soprattutto della mobilità sicura.
Un tema delicato, «per certi versi scottante – interviene Giovanni Matta, responsabile del Dipartimento politiche industriali della Cisl Sardegna - da troppo tempo lasciato incancrenire dall’Anas, proprietaria delle infrastrutture, e soprattutto dal sistema politico regionale che sulla questione ha pensato, più che a risolvere i problemi, a costruire interessanti fortune politiche. E’ ora di dire basta ai troppi incidenti. Nove morti in anno sulla sola Ss 125, strada di recente costruzione peraltro costata parecchio, sono un prezzo troppo oneroso che la comunità sarda non deve più pagare. Occorre dire basta ad un sistema di progettazione e costruzione delle strade che non tiene in alcun conto le condizioni di sicurezza. Ma soprattutto, occorre dire basta alla superficialità con cui il compartimento Anas, e in generale tutta l’azienda, governano il tema viabilità in Sardegna». «La Cisl – annuncia Matta - chiede alla Giunta Regionale di affrontare subito il tema con fermezza, richiamando l’azienda strade alle proprie responsabilità, monitorando subito le opere realizzate, individuando i punti di pericolo ed attivando da subito gli interventi necessari per evitare ulteriori gravi incidenti e, soprattutto, altre vittime. Proprio sulla 125, il Cipe ha liberato risorse per 190milioni circa. Occorre subito sottoscrivere il contratto istituzionale di sviluppo con il Ministero per la coesione territoriale ed avviare immediatamente i cantieri. Il Presidente Cappellacci e la nuova Giunta che egli si appresta a varare devono porre al centro dell’attività futura pochi temi. Certamente quello della mobilità sicura è un problema che merita la piena e totale attenzione dell’Esecutivo, chiamato a “governare” con fermezza il rapporto con l’Anas, soprattutto per imporre all’Azienda strade che le risorse, ordinarie e straordinarie, vengano impiegate in modo efficace e siano rispondenti ai bisogni della Sardegna». |
|


