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Monica Caggiari
20 agosto 2005
Il caos del traffico estivo visto dai "parcheggini" algheresi
«Ci capitano persone d’ogni genere, turisti, abitanti del centro storico e negozianti, che qui hanno la loro attività commerciale. E tutte le volte si ripete la stessa lamentela per i parcheggi»
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ALGHERO - Il ferragosto sancisce spesso una sorta d’avvio verso la conclusione dell’estate. Già dopo pochi giorni dalla metà d’agosto cominciano a calare le presenze turistiche in città e così anche il traffico, accompagnato dal caos per le strade e i parcheggi selvaggi. “Niente di più falso”, commentano i primi referenti che vengono in mente quando si parla di parcheggi. Il polo commerciale della città e fulcro degli spostamenti diurni e notturni per cittadini e turisti è, infatti, anche caratterizzato, insieme alle spiagge cittadine, dalla presenza di numerosi parcheggiatori, tecnicamente “addetti alla custodia e sorveglianza per i parcheggi a pagamento”. Si riconoscono subito dai gilet gialli catarifrangenti e dall’immancabile marsupio e taccuino. Sono spesso di corsa e scrutano continuamente l’andirivieni delle macchine che intendono sostare a pagamento. In questi mesi frenetici sono anche quelli che più concretamente hanno potuto tastare con mano il disagio di residenti e turisti. «La città sembra proprio esplodere», dice uno dei ragazzi, mentre segna l’orario sul foglietto che incastrerà tra tergicristallo e parabrezza; poi prosegue: «Ci capitano persone d’ogni genere, turisti, abitanti del centro storico e negozianti, che qui hanno la loro attività commerciale. E tutte le volte si ripete la stessa lamentela per i parcheggi.»
E alla sua testimonianza si accodano, in pratica, tutti i colleghi interpellati. Le rimostranze riguardano in particolar modo l’assenza di fasce tariffarie distinte, che pongano su piani diversi i residenti, differenziati per abitanti del centro storico e non, e i turisti. «In effetti esiste già una differenza tariffaria per i residenti in centro storico, che pagano la metà, ma – aggiunge questa volta una delle ragazze dei parcheggi – il problema è che gli abitanti del centro storico hanno già i loro stalli, ma spesso sono costretti a ricorrere ai nostri perché molti, soprattutto turisti, occupano i loro parcheggi, producendo una sorta di piccolo fastidio economico alla cooperativa, che incassa meno, dovendo però pagare al Comune la stessa cifra per la fruizione degli stalli. La stessa cosa accade quando troviamo gli spazi, destinati alle vetture che trasportano disabili, occupati da vetture non autorizzate. Se ci accorgiamo blocchiamo subito il tentativo di parcheggio, ma a volte capita di non fare in tempo. Certo, la macchina avrà la sua bella multa, ma la rimozione forzata è impensabile in tempi brevi, figuriamoci d’estate. Così capita che un disabile non trovi posto, se non nei parcheggi ordinari, dove giustamente non paga se provvisto di cartellino arancione. E il danno si ripete». Sull’altro lato dei giardini tra Via Sassari e Via Cagliari c’è un addetto ai parcheggi che discute con un automobilista. In realtà è uno dei tanti campeggiatori, che sta cercando di parcheggiare il suo camper, nonostante il divieto di sosta per quei mezzi. «E’ sempre la solita storia – spiega poi con calma il parcheggiatore, lo sguardo già rivolto verso un’altra autovettura – pensano che questi siano parcheggi per tutti mezzi, perché sono a pagamento, e spesso non sanno che qui possono sostare solo autovetture. Così tocca a noi mandarli fuori Alghero, o comunque molto lontano dal centro.» E il Piazzale della Pace? «Non basta più ed è off limits per i caravan.» I ragazzi dei parcheggi riflettono anche sulla viabilità malata e, quasi in coro, suggeriscono di adottare misure diverse. Per esempio si potrebbero istituire dei servizi navetta e incrementare quelli già esistenti, per potere così smaltire un po’ del traffico del centro. Altri segnalano che in alcune località vacanziere d’Italia si sta lavorando sui mezzi elettrici, piccoli e “puliti”, dati in affitto dal comune stesso per visitare la città. Certo Alghero non è una metropoli, ma appare evidente che se si continua così resterà un grande paesetto, un po’ arretrato e un po’ troppo caotico, soprattutto per chi qui ci vive e lavora tutto l’anno. |
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