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Antonio Sini
20 aprile 2006
Montrestainnesta, i silenzi di una Sardegna dai sapori ancestrali
Montrestainnesta è la parola d’ordine per quanti, animati dal desiderio di approfondire la difficile arte del trapianto vegetale, vorranno cimentarsi nell’inserire giovani virgulti su piante autoctone. Le marze selezionate proverranno dai dipartimenti di scienze agronomiche dell’Università di Sassari e dagli Istituti sperimentali del C.N.R

MONTRESTA - Desiderate immergervi nei silenzi di una Sardegna dai sapori ancestrali e godere per un giorno di vallate incontaminate, aria tersa e acque fresche e trasparenti? Un paese aggrumato alle pendici di rocce rachitiche, che odora di camino e macchia mediterranea, dal tranquillo ritmo di vita, cadenzato da suoni di campanacci lontani, offre tutto questo e vi aspetta venerdì 21 Aprile, al mattino, per un evento simpatico e seducente. Montrestainnesta è la parola d’ordine che aprirà i cancelli dei campi comunali per ospitare quanti, animati dal desiderio di approfondire la difficile arte del trapianto vegetale, vorranno cimentarsi nell’inserire giovani virgulti su piante autoctone. Perastri e olivastri attendono le mani abili di agrotecnici ed esperti appassionati per trasformare la propria natura selvaggia in biodiversità produttive. Docenti e studenti di vari Istituti professionali per l’Agricoltura potranno conseguire verifiche pratiche, all’aria aperta, delle nozioni acquisite su un’arte antica, variegata e complessa. Le marze selezionate proverranno dai dipartimenti di scienze agronomiche dell’Università di Sassari e dagli Istituti sperimentali del C.N.R., ferma restando la facoltà per i partecipanti di fornire propri polloni. Con pochi mezzi costituiti da coltelli, saracchi, forbici, mastice e rafia, si potrà così contribuire alla valorizzazione di un patrimonio naturale e di risorse potenziali di cui il territorio dispone. Al termine dei singoli interventi, la Reale20 e l’Associazione L’Alba, partners dell’iniziativa, provvederanno ad apporre sulle piante, targhette con il nominativo dell’innestatore, che ne acquisirà la paternità adottiva a vita; la qualità dei suoli e il microclima presenti completeranno l’opera e i frutti non tarderanno a comparire. L’incontro si concluderà in gloria alla pecora bollita che gli amministratori locali, in veste di anfitrioni, saranno ben lieti di offrire a tutti coloro che interverranno: un’ospitalità in vernacolo montrestino che, per tradizione e cultura, tutto dà e niente chiede in cambio.
Per informazioni tel. 0785 30003 - 079 236746
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