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Cor 2 novembre 2019
Le riflessioni della segreteria del Psd´Az sulla nomina di Andrea Delogu nel Cda della Fondazione sono una vera e propria bomba politica per la coalizione che governa ad Alghero, destinate a lasciare più di un segno. «Il partito trova assolutamente incauta la scelta operata e portatrice solo di un inutile logoramento politico»
«Un condannato in Meta, scelta incauta»


ALGHERO - Problemi, non da poco, in Maggioranza per Mario Conoci. Che la nomina del nuovo Consiglio d'Amministrazione della Fondazione ex Meta si trascinasse enormi malumori all'interno della coalizione che amministra ad Alghero, era cosa abbastanza nota visti anche i ritardi nell'indicazione e il generale immobilismo che attanaglia la città. Se poi ad acuirli è addirittura il Psd'Az di cui il sindaco è stata chiara espressione elettorale, la situazione inizia ad essere pesantemente incrinata, tanto da non lasciar intravvedere all'orizzonte niente di buono. Di seguito le «riflessioni» in formato integrale inoltrate agli organi d'informazione dal segretario della sezione del Partito Sardo d'Azione di Alghero, Giuliano Tavera, sulle recenti nomine del Cda della Fondazione.

Dopo un periodo ritenuto eccessivamente lungo da tutti i cittadini algheresi, in data 31.10.2019 con il decreto n. 50, l’amministrazione in carica ha ufficializzato la nomina del CdA della Fondazione Alghero. L’organismo è di vitale importanza nella gestione turistica della città, specie poiché amministra siti di indiscutibile pregio come le grotte di Nettuno. Questa attrazione del territorio algherese infatti richiama migliaia di visitatori ogni anno e genera una voce importante nei bilanci della fondazione, nonché della stessa amministrazione comunale. Tuttavia leggendo la composizione del CdA, necessita esprimere una dovuta riflessione circa la nomina di uno specifico componente. Il Dott. Andrea Federico Delogu, infatti, come facilmente evincibile da una semplice ricerca sugli organi di stampa del passato, fu raggiunto nel febbraio dello scorso anno da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, il quale aveva ad oggetto il crac dell’Hotel Capo Caccia di Alghero.

La sentenza di primo grado aveva visto il neo presidente destinatario di una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, nonché della dichiarazione d’inabilità all’esercizio di un’impresa commerciale e di incapacità al ricoprire ruoli direttivi nelle stesse, per la durata di dieci anni. A questo provvedimento si aggiungeva l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Chiaramente si tratta di una sentenza di primo grado e senza voler fare del giustizialismo di bassa lega, si confida che la posizione del Dott. Delogu verrà chiarita in appello. Tuttavia resta il problema dell’opportunità politica di nominare un soggetto gravato dall’onere di dimostrare l’infondatezza di fatti gravi, che può essere facilmente esposto ad attacchi strumentali dell’opposizione, in grado d’inficiare il ruolo di presidenza. Ora viene spontaneo chiedere al Dott. Conoci se nonostante il lungo tempo trascorso, queste semplici considerazioni potessero essere fatte prima della nomina del CdA, trovando ad esempio soluzioni alternative.

È possibile che non vi fossero altri candidati non parimenti attaccabili o per i quali non potessero sorgere delle legittime riserve? A quanto pare no. Con buona pace per la precipua applicazione del manuale Cencelli, tale prevedibile situazione riguardava solo il buonsenso. La sezione del PSd'AZ algherese trova infatti assolutamente incauta la scelta operata e portatrice solo di un inutile logoramento politico. Rimarcando il fatto che tale intervento non costituisce una delegittimazione del Dott. Delogu, che senz’altro chiarirà il suo caso nei restanti gradi di giudizio, si specifica come si tratta si una questione di opportunità politica, che semplicemente avrebbe meritato una scelta di maggior buonsenso da parte dell’esecutivo algherese, proprio per il ruolo importante rivestito dalla Fondazione Alghero.


Nella foto d'archivio: Andrea Delogu (Fi)
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