|
S.A.
31 dicembre 2015
Marcia per pace e lavoro: in 5mila nel Sulcis
Per la prima volta nella sua storia, la Marcia si è spostata da Oristano al Sulcis, la provincia più povera d´Italia con un altissimo tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile

CARBONIA - Una Marcia della pace nel cuore del deserto industriale della Sardegna, il Sulcis, per rivendicare il diritto al lavoro e alla salute. E' stato scelto un luogo simbolo della povertà per la XXIX edizione dell'iniziativa promossa ogni anno dalla diocesi di Ales-Terralba e dalla Caritas regionale. Circa cinquemila persone si sono radunate nel pomeriggio di mercoledì davanti alla Grande miniera di Serbariu, a Carbonia, per poi incamminarsi verso piazza Roma, nel centro della città.
Per la prima volta nella sua storia, la Marcia si è spostata da Oristano al Sulcis, la provincia più povera d'Italia con un altissimo tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, e dove le aziende che prima producevano benessere hanno chiuso, lasciando aperte solo le vertenze. Tra i partecipanti al corteo, molti lavoratori ex Alcoa e della Carbosulcis e tutti i rappresentanti delle varie sigle sindacali. Lavoro, povertà e ambiente, proprio questi i temi guida della Marcia aperta con un brevissimo discorso del vescovo della diocesi di Ales-Terralba, Giovanni Dettori.
Ad aprire il corteo lo striscione del comitato promotore tenuto dai giovani, seguito dalle numerose autorità presenti fra cui i vescovi di Cagliari, Arrigo Miglio, Paolo Zedda di Iglesias, mons. Giovanni Dettori vescovo di Ales-Terralba che ha fatto la preghiera introduttiva e il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti.
Nella foto: un momento ella manifestazione
|