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Mariangela Pala 28 gennaio 2016
Bonifiche Porto Torres: «una svolta per il territorio»
Tre i progetti che hanno visto il via definitivo per la bonifica di 1.100 dei 1.800 ettari complessivi del Sin: il primo riguarda terreni insaturi all’interno dell’area industriale del capoluogo turritano, e gli altri due le falde
Bonifiche Porto Torres: «una svolta per il territorio»

PORTO TORRES - «Con l’ultima Conferenza di Servizi, in cui sono stati approvati i progetti di bonifica a Porto Torres sia per il suolo che per la falda, abbiamo segnato un passo senza precedenti per lo sviluppo dell’area e per il futuro del territorio». Lo afferma l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano nell’incontro odierno con la stampa per illustrare l'esito positivo dell’appuntamento di ieri a Roma, che dà il via definitivo alle bonifiche da avviare nell'area Syndial di Porto Torres, cioè sulla maggior parte del Sito d’Interesse nazionale (Sin).

In conclusione del calendario dei tavoli tecnico-politici è infatti giunto il sì definitivo per il risanamento ambientale dell’ex polo petrolchimico con la firma della Regione Sardegna, del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo economico. Oltre 200 milioni di euro le risorse che metterà in campo Syndial-Eni sulle varie operazioni, con prospettive di ricadute occupazionali nel territorio.

La svolta. «Abbiamo coordinato i vari tavoli senza mai perdere di vista il cronoprogramma – sottolinea sui tempi l’esponente dell’Esecutivo Pigliaru –. I ritmi serrati sono stati necessari per imprimere l’accelerazione verso un risultato atteso da oltre dieci anni, quando è iniziata la caratterizzazione dell’area Syndial, che è quella maggiormente critica dal punto di vista ambientale del Sin di Porto Torres». L’assessore Spano evidenzia quanto sia stata altrettanto fondamentale la collaborazione tra tutte le parti in gioco e il lavoro di concerto con il ministero dell’Ambiente: «Con il ministro Galletti insistiamo, inoltre, sul principio del “chi inquina paga”. All’inizio del mio mandato ho preso atto dei forti ritardi accumulatisi negli anni precedenti e della necessità di un cambio di rotta nell'affrontare il problema che segna pesantemente parte dei territori sardi».

Le bonifiche. Tre i progetti che hanno visto il via definitivo per la bonifica di 1.100 dei 1.800 ettari complessivi del Sin: il primo riguarda terreni insaturi all’interno dell’area industriale del capoluogo turritano, e gli altri due le falde. La Fase 1 del “progetto Nuraghe” vedrà la realizzazione di una piattaforma polifunzionale per il trattamento dei suoli provenienti dall’ex discarica di Minciaredda, dei suoli dell'area denominata “Peci DMT” e di quelli provenienti da altre aree dello stabilimento e non trattabili con tecnologie in situ. In particolare per Minciaredda, quella maggiormente compromessa, l’operazione prevede la completa rimozione e il trattamento dei suoli contaminati fino al raggiungimento della piena conformità, separando i rifiuti dai suoli. Gli altri due interventi approvati riguardano l’intera falda dell’area Syndial e specificamente l’acquifero sottostante la discarica (la cosiddetta “falda Minciaredda”).

Il futuro. Netto l’impegno preso dal Governo e dalla Regione per dare rapido avvio ai progetti appena approvati. In stretta cooperazione per far sì che tutte le altre attività di risanamento in capo a Eni si concretizzino in interventi in tempi certi. «Il percorso sarà lungo ma è finalmente iniziato. Senza bonifiche - ha concluso la titolare all’Ambiente - non c’è quel futuro sostenibile che vogliamo per la nostra terra».
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