Luciano Deriu
4 luglio 2016
L'opinione di Luciano Deriu
Forza dei cittadini per una città pulita
Sarebbe disonesto non parlarne, dopo tante critiche in tema di decoro urbano. C’è ancora moltissimo da fare, ma la città in questi giorni è più pulita. Quanto durerà non è dato sapere. Non è certo difficile trovare ancora strade sudice, ancora erbacce, vie adatte solo a cingolati, marciapiedi sberciati, facciate inzozzate da scritte, cassonetti puzzolenti, volantini volteggianti su soffio del maestrale. Ma in molte parti la città è più pulita. Il piccolo “miracolo”, che inverte una tendenza trentennale, è dovuta principalmente a iniziative di partecipazione attiva dei cittadini, un metodo che proponiamo da anni a tutte le amministrazioni.
Le azioni più incisive sono state condotte da una cooperativa Onlus che si chiama Eco-Toni. Un appalto di soli due mesi sostenuto da soldi pubblici. Pochi soldi, poco tempo, poco personale. Un gruppo di ragazzi, che hanno mostrato come si lavora, non solo indispensabile routine giornaliera, ma un’autentica amorevole cura dei luoghi. E occorre dire che anche i lavoratori della azienda partecipata in house si sono dati maggiormente da fare. Magnifica anche l’azione di volontariato col recupero completo del Colle del Balaguer, azione domenicale organizzata sui social network, capitanata da una giovanissima ecologista e condotta spontaneamente da bravi volontari senza alcun supporto finanziario. Ramazze, decespugliatori, pittura bianca, e il colle del Balaguer, uno dei siti più belli della città, in una sola mattinata è tornato a risplendere. Volontariato concreto, indispensabili in tempi scarsa efficienza dell’azienda che detiene gli appalti dei lavori.
Azioni che noi di Legambiente abbiamo fatto per anni, arrivando a ripulire più volte anche la litoranea per Bosa e avendo come obiettivo, non certo la città pulita, ma l’ampliamento della sensibilità ecologica che oggi si ritrova. Ma oggi occorre anche un rinnovamento dei protagonisti e questo sta avvenendo. La città è un po’ più pulita. Ma dobbiamo dire che siamo solo all’inizio. Se, come si vede, le buone pratiche di cittadinanza attive sono la strada giusta, la partecipazione non può essere solo affidata al volontarismo, dovrà essere sistematica, in qualche modo risarcita, su iniziativa del Comune, chiamando alle loro responsabilità gruppi associati, comitati, imprese, commercianti e grande distribuzione. Sul decoro urbano, prima ancora che su altri campi, la città si gioca la faccia e su questa partita le risorse devono essere prioritarie perché la migliore promozione per il territorio è la qualità della vita e la bellezza (ripulita) della città stessa.
Ci sarà da settembre una nuova impresa. Ma delegare la cura dei luoghi in maniera totale ad un solo soggetto operativo non sarà sufficiente. Quello che occorre è un vero Piano dei Rifiuti Territoriale in grado di gestire non solo l’ordinario, ma di pianificare iniziative integrate secondo la formula delle “4 R” (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero). Un piano che sappia pensare in modo moderno all’utilizzo del territorio, promovendo azioni di prevenzione, repressione, sistemi più equi tariffazioni, del tipo “chi più inquina più paga” e cominciando a mettere in moto un’economia circolare del rifiuto con la promozione defiscalizzata di aziende e impianti del riciclo a kilometro corto. Con un progetto del genere i piccoli comuni dell’Anglona, capitanati da Tergu, hanno ottenuto il riconoscimento di progettualità strategica e fior di milioni dalla Regione. Per la nostra città ci vorrà ancora tempo. Ma intanto oggi sul colle di Balaguer, liberata dai rifiuti che la circondavano, Giuny Russo può tornare a sorridere.
*Per Direzione Legambiente Sardegna
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