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A.B. 19 agosto 2016
Nuovo impianto a Villasor e Decimoputzu: il no ambientalista
Legambiente ribadisce la valutazione nettamente contraria al progetto di impianto solare termodinamico denominato Flumini Mannu. Il Grig chiede l´intervento della Giunta Pigliaru


CAGLIARI – Polemiche ambientaliste nel sud dell'Isola. Già a suo tempo, Legambiente ha inviato al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni contrarie al progetto dell’impianto solare termodinamico (della potenza lorda di 55Mwe) denominato “Flumini Mannu”, proposto dall'omonima società nei Comuni di Villasor e Decimoputzu (su 269ettari di terreni agricoli), avviato nel dicembre 2013. Ieri (giovedì), è stata diffusa la notizia del parere positivo da parte della commissione tecnica Via. Sul sito del Ministero è stato reso noto come sia in corso di redazione il parere della Commissione. «Se il parere fosse positivo – spiegano i vertici dell'associazione ambientalista - verrebbe da interrogarsi sul fatto che viene ignorato il parere contrario sia della Regione Sardegna, che degli Enti locali e delle associazioni. Legambiente ribadisce una valutazione nettamente contraria e pertanto fa richiesta al Ministero dell’ambiente di rigetto della proposta in questione, considerato che l’impianto proposto risulta altamente impattante sul paesaggio agrario circostante».

«Siamo all’assurdità – sottolinea il Grig, ricordando i pareri negativi di Ministero e Regione - anziché individuare una delle tante aree industriali già dotate di infrastrutture e sottoutilizzate, dove avrebbe senso ubicare progetti industriali di questo tipo, si pretende di utilizzare aree agricole, anche mediante lo strumento dell’esproprio, vista la decisa opposizione dei proprietari delle aziende agricole che su quei terreni lavorano da generazioni. Sul piano strettamente giuridico – spiega il rappresentante Stefano Deliperi - per normativa e giurisprudenza costante, nelle aree agricole sarde non possono essere ubicati impianti industriali di produzione energetica di tali dimensioni”». Alcune leggi regionali, infatti, prevedono che nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possano essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse, non attività di produzione energetica di tipo industriale (come quella in progetto) slegata da attività agricole in esercizio nel sito. Parte delle aree sono, poi, tutelate con vincolo paesaggistico e nel Piano paesaggistico regionale sono individuate come ad utilizzazione agro-forestale, dove l’art.29 delle Nta vieta “…trasformazioni per destinazioni e utilizzazioni diverse da quelle agricole di cui non sia dimostrata la rilevanza pubblica economica e sociale e l’impossibilità di localizzazione alternativa, o che interessino suoli ad elevata capacità d’uso, o paesaggi agrari di particolare pregio o habitat di interesse naturalistico…”. Non si tratta dell’unico progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione presentato in Sardegna.

La Gonnosfanadiga ltd propone anche un progetto (potenza complessiva lorda 55Mwe) su 232ettari di terreni agricoli fra Gonnosfanadiga e Villacidro (in precedenza Guspini e Villacidro, avviato nel marzo 2014). In ambedue i casi (analogamente agli altri casi di Cossoine-Giave-Bonorva, di Vallermosa e di San Quirico), il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è intervenuto più volte «per difendere le aree agricole interessate da progetti di vera e propria speculazione energetica». E’ netta la contrarietà di Amministrazioni Comunali, associazioni di categoria dell’agricoltura e dell’allevamento, docenti universitari, associazioni e comitati espressione dei residenti delle zone interessate. «Ora è il momento per la Giunta Pigliaru, che da anni amministra la Regione autonoma della Sardegna e ha recentemente approvato il Piano energetico regionale, di dimostrare concretamente la propria rappresentatività della collettività sarda e la propria capacità decisionale presso il Ministero dell’Ambiente. Se c’è, batta un colpo», concludono i rapresentanti del Grig.
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