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Marco Di Gangi 8 febbraio 2017
L'opinione di Marco Di Gangi
Il modello-Alghero sui trasporti disintegrato
<i>Il modello-Alghero sui trasporti disintegrato</i>

Dopo un 2016 disastroso per il turismo e lo scalo algherese, anche il 2017 non si presenta con i migliori auspici per il nord ovest della Sardegna e l’aeroporto Riviera del corallo. I segni tangibili delle pessime scelte in materia di trasporto aereo dell’assessore regionale ai Trasporti Deiana e della Giunta Pigliaru continuano a manifestarsi in tutta la loro gravità. L’emorragia di passeggeri manifestatasi nel 2016 (-332mila, prevalentemente turisti stranieri) e l’esiguità dei collegamenti aerei, sia nazionali, sia internazionali, ha prodotto conseguenze fortemente negative nei confronti dell’economia e una forte limitazione del diritto alla mobilità dei residenti. Tale situazione non pare sia destinata a migliorare, nonostante i messaggi rassicuranti che lo stesso Deiana e i suoi fiancheggiatori continuano a lanciare tramite i media e i loro “impegni” a spendere decine di milioni di euro per sostenere il Riviera del Corallo.

Ad oggi, le uniche certezze sono quella relative alla privatizzazione della società di gestione dello scalo mediante l’acquisizione da parte di F2I del 72percento delle azioni Sogeaal e il venir meno di buona parte di quei flussi turistici che, grazie ai voli low cost, avevano generato nel territorio una diffusa e fiorente economia. In attesa del piano industriale di Sogeaal che ci si augura si prefigga il rilancio dell’aeroporto e, conseguentemente, l’implementazione dei collegamenti e dei passeggeri, ad oggi dovrebbero permanere i medesimi collegamenti aerei della scorsa stagione, mentre non si hanno però notizie circa eventuali nuove tratte. Da parte di Ryanair, che è diventata ormai la prima compagnia italiana ed europea, anzi arrivano brutte notizie per il futuro prossimo dello scalo algherese: l’ad di Ryanair Michael O’Leary, nello scorso dicembre, nell’annunciare la nuova base a Napoli ed un incremento di passeggeri per il 2017 di 4milioni in Italia, conferma che le operazioni ad Alghero saranno ridotte.

Questo scenario è assai poco rassicurante e ingenera aspettative poco incoraggianti, ma, d’altra parte, impone una immediata presa di coscienza da parte di tutti gli attori del territorio, nessuno escluso. Diventa indispensabile e indifferibile una approfondita analisi della situazione al fine di mettere a punto una precisa strategia per rilanciare l’economia turistica del territorio e il ruolo dello scalo algherese. La situazione degli altri scali sardi, Cagliari e Olbia è, al contrario, decisamente migliore e in entrambi, per il 2017, sono previsti numerosi e importanti nuovi collegamenti, sia nazionali, sia internazionali con la conferma, anche per il 2017, di una importante crescita dei flussi turistici nei territori di riferimento. Alghero e il nord ovest della Sardegna restano invece al palo e, dopo aver lasciato alle spalle un pessimo 2016, corrono il rischio di dover fare i conti con una stagione, rischio è che tale situazione permanga anche nel 2018. Chi sta pagando e pagherà il conto di tutto questo? La risposta è sin troppo scontata: i cittadini e gli imprenditori del nord ovest, nell’indifferente supponenza dei nostri amministratori regionali.

* presidente di Azione Alghero
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