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«Continuità, il confronto produca soluzioni»
Chiarezza sulle modalità e sui tempi dell’eventuale uscita del vettore: Lo dichiara Claudia Camedda, segretaria generale della Fit Cisl
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CAGLIARI - «Dopo il vertice tra Regione, Ministero, ENAC e Aeroitalia, serve una direzione politica chiara. La mobilità dei sardi non può diventare il terreno di uno scontro nel quale ciascuno rivendica le proprie ragioni mentre resta incerto il punto di arrivo. Chi governa ha il dovere di trovare soluzioni, soprattutto quando il confronto si fa difficile». Lo dichiara Claudia Camedda, segretaria generale della FIT CISL. «La Regione riferisce che le procedure per i rimborsi del caro carburante sono in fase avanzata. È un elemento da tradurre rapidamente in decisioni concrete, chiarendo importi riconoscibili, condizioni e tempi. Occorre utilizzare questo passaggio per verificare fino in fondo gli spazi di una soluzione, evitando che il confronto si chiuda prima ancora che gli strumenti annunciati diventino operativi».
La FIT CISL chiede, inoltre, chiarezza sulle modalità e sui tempi dell’eventuale uscita del vettore. "Le prospettive indicate dalla compagnia e i tempi richiamati dalle istituzioni devono trovare un quadro chiaro e condiviso nelle sedi competenti. Non possono diventare calendari paralleli sui quali cittadini, lavoratori e imprese aeroportuali siano lasciati a fare previsioni. Serve un percorso che definisca gli impegni di ciascuno e garantisca la continuità del servizio". Per Camedda, la presidente Alessandra Todde e il ministro Matteo Salvini devono assumere una regia comune. «Richiamare gli obblighi del vettore è necessario, ma non esaurisce la responsabilità istituzionale. Occorre tenere aperto il confronto, verificare le condizioni economiche e predisporre alternative credibili. Ogni trattativa affrontata nell’urgenza riduce i margini di scelta della Sardegna e rischia di rendere più onerosa la soluzione successiva. Questo non significa accogliere qualsiasi richiesta di Aeroitalia. La compagnia - prosegue - deve documentare le difficoltà dichiarate e rispettare gli impegni assunti. Le risorse pubbliche devono essere accompagnate da obblighi esigibili, trasparenza e controlli. La responsabilità della politica consiste nel trasformare questi elementi in una decisione capace di reggere sul piano economico e di garantire il servizio». La tutela dell’occupazione deve entrare subito nel confronto: «non basta assicurare una transizione senza disservizi per i passeggeri. Serve affrontare anche il futuro degli equipaggi, degli addetti di scalo e dei lavoratori dell’assistenza a terra e dell’indotto. Qualunque cambiamento deve essere accompagnato da impegni sulla continuità occupazionale, sulle retribuzioni e sulle condizioni contrattuali. Il lavoro non può essere affrontato a decisioni già prese». La FIT sollecita la convocazione urgente delle organizzazioni sindacali e un percorso operativo con responsabilità e scadenze definite. «Se esistono condizioni per proseguire il rapporto, vengano rese concrete e verificabili. Se si procede verso un’uscita, si costruisca per tempo un’alternativa. La Sardegna ha bisogno di istituzioni capaci di guidare questo passaggio. Il risultato politico da garantire è un sistema che mantenga collegamenti e occupazione anche quando cambia un operatore». |
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