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Red 18 marzo 2020
Sant´Antioco vieta l'attività sportiva all’aperto
Ieri, il sindaco Ignazio Locci ha emesso un’ordinanza, valida fino a mercoledì 25 marzo, con la quale si vietano le passeggiate e l’attività sportiva all’aria aperta, fatti salvi i casi di non rinviabile e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5metri
Sant´Antioco vieta l'attività sportiva all’aperto

SANT'ANTIOCO – Ieri (martedì), il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci ha emesso un’ordinanza, valida fino a mercoledì 25 marzo, con la quale si vietano le passeggiate e l’attività sportiva all’aria aperta, fatti salvi i casi di non rinviabile e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5metri. Con decorrenza immediata, su tutto il territorio comunale di Sant’Antioco, è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni.

Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad esigenze primarie delle persone (acquisto generi alimentari, medicinali, ecc.), per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora. È consentita la presenza di un accompagnatore esclusivamente i due casi: spostamento per motivi di salute, dove lo stato di salute del paziente ne imponga la necessità; spostamento per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di essi.

L'ordinanza sindacale vieta espressamente di praticare attività sportive e motorie all’aperto, fatti salvi i casi di non rinviabile, seria, rigorosa, comprovata e certificata necessità terapeutica e sempre con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5metri. È consentito spostarsi dalla propria residenza per consentire agli animali domestici l’espletamento dei loro bisogni fisiologici, ma sempre ad una distanza massima di 200metri dal portone di ingresso della propria abitazione o della struttura condominiale nella quale è inserita e, in ogni caso, con il rispetto di una distanza interpersonale di almeno 1,5metri.

Nella foto: il sindaco Ignazio Locci
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