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Red 6 giugno 2020
Blue tongue, stop restrizioni nazionali
La Sardegna potrà riprendere la movimentazione dei capi bovini, ovini e caprini sul territorio nazionale, senza limitazioni. E´ quanto la Regione ed il Ministero della Salute hanno definito nell´accordo che, con una drastica riduzione delle restrizioni in vigore a soli sei Comuni dell´Isola, riconosce la Sardegna area omogenea con il resto d´Italia


CAGLIARI - La Sardegna potrà riprendere la movimentazione dei capi bovini, ovini e caprini sul territorio nazionale, senza limitazioni. E' quanto la Regione autonoma della Sardegna ed il Ministero della Salute hanno definito nell'accordo che, con una drastica riduzione delle restrizioni in vigore a soli sei Comuni dell'Isola, riconosce la Sardegna area omogenea con il resto d'Italia (a eccezione della Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige) per ciò che riguarda la presenza sul territorio della “Blue tongu”', la febbre catarrale che colpisce i ruminanti.

Nel 2018, la comparsa del seriotipo tre nell'area sud-occidentale dell'Isola, l'unico sierotipo per cui non esiste un vaccino, ha comportato limitazioni stringenti in un'area di 150chilometri dalle zone interessate dal focolaio, introducendo l'obbligo dei prelievi e test Pcr sugli animali destinati alla movimentazione. Restrizioni alla circolazione dei capi che, di fatto, hanno risparmiato soltanto il nord Sardegna. «La rimozione del blocco è un risultato importante per tutto il comparto della zootecnia - spiega l'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu - Negli ultimi due anni, sono stati fatti circa 16mila prelievi per l'esecuzione degli esami obbligatori, con costi considerevoli per gli allevatori e un peso non indifferente sul piano organizzativo per tutti gli operatori del settore e per il sistema sanitario».

Le restrizioni imposte sarebbero dovute durare due anni, per essere poi sottoposte a revisione: «Siamo riusciti ad anticipare di sei mesi la rimozione, quasi totale, del blocco. Sul territorio abbiamo lavorato con scrupolo, arrivando a raddoppiare la sorveglianza nelle aree interessate. Le indagini e i dati raccolti sono stati riconosciuti dal ministero come validi ad attestare una situazione di fatto in cui non si rileva più la presenza del sierotipo tre e, quindi, ritenuti idonei a giustificare il soddisfacimento delle nostre richieste», precisa l'assessore. Al momento le restrizioni rimarranno circoscritte ai soli territori dei sei Comuni interessati dai primi focolai: Giba, Piscinas, Santadi, San Giovanni Suergiu, Teulada e Sant'Anna Arresi. «Se la situazione epidemiologica dovesse confermarsi quella corrente, allo scadere del termine previsto, chiederemo che le limitazioni vengano rimosse completamente anche dagli ultimi territori», conclude Nieddu.
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