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S.A. 3 aprile 2021
Tassa Tari, Sassari è la più cara
In Sardegna lo studio della Confcommercio ha coinvolto 164 Comuni il 43.50% e il 69.12% degli abitanti. I dati per i capoluoghi riferiscono a Cagliari Sassari, Nuoro, Oristano, Carbonia, Villacidro e Sanluri


CAGLIARI - La tassa rifiuti Tari sempre più insostenibile per le imprese sarde. A livello nazionale è stato quantificato un calo di più di 5 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 15% in meno rispetto all’anno precedente, che, in ogni caso, assorbe anche la produzione di dispositivi anti Covid (sostanzialmente mascherine) trattati come rifiuti indifferenziati. Nonostante questo calo della produzione dei rifiuti, l’ammontare complessivo della Tari è rimasto elevato attestandosi, nel 2020, su valori analoghi a quelli del 2019 (circa 9,73 miliardi di euro).

In Sardegna lo studio della Confcommercio ha coinvolto 164 Comuni il 43.50% e il 69.12% degli abitanti. I dati per i capoluoghi riferiscono a Cagliari Sassari, Nuoro, Oristano, Carbonia, Villacidro e Sanluri. Il costo pro capite del 2020 è rimasto invariato per tutti i comuni eccetto che per Cagliari che registra un calo della spesa per abitante di 14.48 euro e -4.71% rispetto al 2018. Pro-capite un cagliaritano spende 288.22 euro, un sassarese 204.60 euro, un nuorese 183.93 euro. A Iglesias si spendono 180.20 euro, più che a Oristano 174.78 e Carbonia 167.34. Per il presidente di Confcommercio Sardegna Nando Faedda «la tassa sui rifiuti incide molto tra i costi dell’impresa e in modo ingiusto; bisogna applicare quanto prima il principio di “chi inquina paga».

In particolare si evidenzia come la città di Sassari, dopo la riduzione di costi di Cagliari, diventi, per la maggior parte delle categorie economiche (ristoranti, negozi, alberghi, etc) coinvolte nello studio, la più cara tra tutte. Come si evince dallo studio, atteso che le imprese che svolgono la stessa attività producono lo stesso tipo di rifiuti sarebbe opportuno un livellamento delle tariffe e l’elaborazione del conto da pagare solo in base a quello che si produce” – evidenza Sara Pintus Coordinatrice regionale.

«Auspichiamo che su questi aspetti si possa intraprendere un dialogo costruttivo con le amministrazioni. Servono misure emergenziali, visto il perdurare della diffusione epidemiologica da Covid-19. Chiediamo che siano esentate dal pagamento della Tassa tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure dell’attività o a riduzioni di orario. Analoghe misure dovranno essere riconosciute in favore di tutte quelle altre imprese che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato – e, quindi, dei rifiuti prodotti - a causa della contrazione dei consumi» conclude Faedda
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