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Cor 13 aprile 2021
L'allarme: Capo Caccia, faro in vendita
I consiglieri comunali Gabriella Esposito, Mario Bruno, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Valdo Di Nolfo e Mimmo Pirisi chiedono al presidente della Regione e al sindaco di Alghero di mettere in atto le procedure per sdemanializzare il bene e farlo rientrare nella disponibilità del Parco
L'allarme: Capo Caccia, faro in vendita

ALGHERO - «Il faro di Capo Caccia rischia di essere venduto dallo Stato per fare cassa, attraverso Difesa Servizi Spa. A questa inaudita e inaccettabile opzione dobbiamo opporci con tutte le nostre forze. Il presidente della Regione e il Sindaco di Alghero chiedano di mettere in atto le procedure per sdemanializzare il bene e farlo rientrare nella disponibilità del Parco e dell'Area Marina Protetta, per una valorizzazione ambientale e turistico-sostenibile del promontorio più spettacolare e più bello dell'Isola e forse d'Italia».

Lo chiedono pubblicamente i consiglieri comunali Gabriella Esposito, Mario Bruno, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Valdo Di Nolfo e Mimmo Pirisi. «Solinas chieda subito un incontro con i ministri della Difesa e dell’Ambiente» sottolineano.

«Il faro più alto del nostro Paese, posto a 186 metri sul livello del mare, è patrimonio della nostra collettività e della umanità intera: non può essere venduto per fare cassa. Su quanto affermato dal Direttore del Parco nella seduta pubblica del 7 aprile, che ha riferito di rischio altissimo di veder ceduto il faro a privati, non in concessione, ma con trasferimento di proprietà, presenteremo immediatamente interrogazione in Comune e chiediamo ai consiglieri regionali e ai parlamentari di fare altrettanto in Regione e in Parlamento. Questa sì, sarebbe una gravissima e inaccettabile privatizzazione».
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