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Cor 3 febbraio 2022
La morte lenta di Alghero e Ozieri
Sale la protesta dei medici della Asl di Sassari preoccupati dalle falle organizzative dei due ospedali: «stanno smantellando la nostra sanità con dentro tanti validi professionisti che cercano di lavorare». Minacciato lo stato di agitazione
La <i>morte</i> lenta di Alghero e Ozieri

ALGHERO - Mentre in città s'infuoca la polemica politica tra diversi gruppi e partiti, col direttore del presidio, Gioacchino Greco, che getta acqua sul fuoco all'indomani del ridimensionamento di urologia, si registra un nuovo grido di dolore, misto allarme, per le condizioni in cui versa la sanità nel nord-ovest della Sardegna. Con una nota dettagliata i sindacati dei medici e dirigenti Anaao Assomed, Fesmed, Fassid, Fp Cgil, Assroi Emac, elencano tutta una serie di «gravi carenze» riscontrabili nelle due strutture ospedaliere di Alghero e Ozieri, minacciando lo stato d’agitazione della categoria.

«L’ospedale di Ozieri naviga a vista: il Pronto soccorso ha quattro medici in meno e tutti reparti faticano a gestire i pazienti ricoverati; Neurologia e Chirurgia sono in continua emergenza; l’organico della medicina è ridotto a quattro medici (con il responsabile ad interim Alghero-Ozieri), che operano in una struttura obsoleta che, attualmente, assiste anche pazienti Covid; c’è un solo cardiologo per tutto l’ospedale» denunciano Anna Laura Secchi delegato FESMED per ASL Sassari, Michele Bottaru Segretario ANAAO ASSOMED per ASL Sassari, M. Elisabetta Piu Segretario regionale ANAAO ASSOMED Sardegna, Davide Piredda Coordinatore Regionale FASSID Sardegna, Myriam Pastorino FP CGIL Medici Sardegna, Micaela Deledda segretario AAROI EMAC per ASL Sassari e Cesare Iesu Presidente AAROI EMAC Sardegna.

«Ad Alghero Urologia e Orl sono nuovamente accorpati, Chirurgia e medicina vanno avanti con personale che a malapena riesce a coprire i turni e spesso non riesce a usufruire dei riposi, l’endoscopia è in una situazione logistica precaria e senza più una sala dedicata, Pronto Soccorso, Cardiologia, Pediatria e Dialisi fanno i salti mortali per assistere al meglio i pazienti». Per i rappresentanti dei medici di stratta di «una morte lenta, stanno smantellando la nostra sanità con dentro tanti validi professionisti che cercano di lavorare per garantire i servizi essenziali alla popolazione nonostante le condizioni disastrose, per questo le nostre organizzazioni sindacali avendo con tutte le forze cercato soluzioni condivise al solo fine di garantire prima di tutto la salute dei cittadini, si vedono costrette a minacciare di attivare lo stato di agitazione».
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