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Aldo Salaris 20:30
L'opinione di Aldo Salaris
Trasporti marittimi, rischio beffa in Sardegna
<i>Trasporti marittimi, rischio beffa in Sardegna</i>

Con l’approvazione del nuovo DL Energia le imprese sarde pagheranno costi sempre più alti, producendo risorse che verranno utilizzate per finanziare misure che non riguardano minimamente la nostra realtà di isola. Rischiamo di trovarci di fronte a un paradosso inaccettabile. I proventi dell’ETS, la tassa sulle emissioni di CO₂ che viene pagata dalle compagnie di navigazione e che viene poi scaricata sui trasportatori, saranno destinati alla decarbonizzazione dei trasporti, con incentivi al trasporto ferroviario e al cosiddetto sea modal shift. Strumenti legittimi, se non fosse che noi in Sardegna non abbiamo alternative. Infatti per noi il trasporto marittimo non è una scelta, ma è l’unica via.

Le imprese sarde stanno già pagando un prezzo altissimo. L’ETS incide fino al 40% sul costo della traversata e le compagnie hanno trasferito integralmente questi costi sui trasportatori. Parliamo di un aggravio reale, quotidiano, che incide su tutta la filiera e sui prezzi finali. Con il DL Energia le risorse generate anche grazie ai costi sostenuti dalla Sardegna rischiano di finanziare sistemi di trasporto di cui noi non beneficiamo. È una distorsione evidente, che contrasta con il principio di insularità sancito in Costituzione. Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi ambientali, ma di garantire equità.

Serve un correttivo chiaro. Una quota di queste risorse deve essere destinata specificamente alle realtà insulari, per compensare i maggiori costi del trasporto merci e sostenere la competitività delle imprese. Abbiamo già posto il tema con una mozione in Consiglio regionale e continueremo a farlo nei tavoli istituzionali. Ma oggi serve un segnale politico preciso. Il rischio è che, ancora una volta, la Sardegna contribuisca a finanziare politiche nazionali senza ricevere benefici adeguati. Lo denunciamo da mesi insieme alle imprese e agli autotrasportatori, ma ad oggi non è arrivata alcuna risposta, e se non arriveranno segnali concreti vorrà dire che porteremo questa battaglia a Roma, all’attenzione dell’intero Paese. Il Ministro Salvini ci ascolti, intervenga e corregga subito questa impostazione. Sarebbe un segnale importante verso un territorio che non chiede privilegi, ma condizioni eque e pari dignità.

*segretario Riformatori Sardi e consigliere regionale, Aldo Salaris



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