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S.A.
8:49
Nuovi blackout e proteste
«Serve cabina per Alghero Sud».
Le reti elettriche non si potenziano con le proteste dell’ultimo minuto, ma con infrastrutture programmate per tempo spiega l’architetto algherese Nunzio Camerada, che sui social fa il punto della questione ripercorrendo qualche tappa a ritroso
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ALGHERO - Proseguono in città i black out dell’energia elettrica e la discussione pubblica si accende nella calura estiva, in parte causa di questi disservizi nella stagione turistica quando la città accoglie migliaia di visitatori, aumentando oltre il limite la propria capacità di carico. Problematiche già note da decenni, compresa quella del cambiamento climatico e dell’aumento delle temperature in ogni lato del globo, Alghero compresa. Per questo «le reti elettriche non si potenziano con le proteste dell’ultimo minuto, ma con infrastrutture programmate per tempo» spiega l’architetto algherese Nunzio Camerada, che sui social fa il punto della questione ripercorrendo qualche tappa a ritroso.
«Ad Alghero Sud l’ENEL aveva previsto una nuova cabina primaria di trasformazione, un’opera tecnica pensata proprio per rafforzare la rete, migliorare la qualità del servizio e ridurre le criticità di alimentazione elettrica sul territorio. Un intervento non "bello" da vedere, certamente non popolare, ma necessario per una città che cresce, consuma sempre più energia, ha nuove abitazioni, strutture ricettive, pompe di calore, climatizzatori, attività produttive e servizi sempre più energivori. Quel progetto è stato ostacolato da comitati e contestazioni, soprattutto per la sua localizzazione. È legittimo discutere dove realizzare un’opera, chiedere garanzie, pretendere mitigazioni e soluzioni meno impattanti. Ma una cosa dovrebbe essere chiara: non possiamo volere più energia, più sicurezza, meno blackout, più servizi e, allo stesso tempo, opporci sistematicamente a ogni infrastruttura necessaria a garantirli» si legge nel post di Camerada. Secondo l’architetto ed ex consigliere comunale «il tema vero non dovrebbe essere "no alla cabina", ma "dove e come farla nel modo più corretto, sicuro e sostenibile possibile".Perché poi, quando arriva il blackout, scopriamo tutti che la corrente elettrica non è un dettaglio: è lavoro, salute, sicurezza, turismo, case, ascensori, frigoriferi, attività commerciali». «Le infrastrutture vanno controllate, migliorate, discusse e pretendiamo pure che siano fatte bene. Ma bloccarle a prescindere e poi lamentarsi quando la rete non regge è una contraddizione che prima o poi presenta il conto. Alghero ha bisogno di servizi moderni. E i servizi moderni hanno bisogno di opere moderne» conclude. |
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