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Claudio Simbula
28 maggio 2010
Sassari tra i primi 10 atenei più “Europei”
L’Università di Sassari figura all’interno di una speciale classifica dedicata ai primi 15 atenei italiani generici (non specializzati) che hanno investito nella formazione all’estero dei propri studenti
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ALGHERO - L’Università di Sassari figura all’interno di una speciale classifica redatta sull’Espresso del 20 maggio, dedicata ai primi 15 atenei italiani generici (non specializzati) che hanno investito nella formazione all’estero dei propri studenti. In particolare, la tabella riporta le percentuali degli atenei con maggior numero di laureati che hanno svolto periodi di istruzione all’estero nel corso degli studi universitari, attraverso programmi Erasmus o altri progetti finanziati dall’Unione Europea. I dati sono frutto di un’elaborazione di percentuali fornite da AlmaLaurea.
Per quanto riguarda i laureati triennali che hanno svolto un’esperienza Erasmus, l’Università di Sassari si pone al 9° posto con una percentuale del 7,7%, subito dopo Bologna (8,5%) e Verona (8,3%) e prima di altri atenei importanti come Genova (7,4%), Venezia Ca’ Foscari (7,0%), Siena (6,5%) e Perugia (5,5%). L’Ateneo di Sassari figura al 9° posto anche nella classifica che propone i laureati che hanno conseguito un titolo specialistico. In testa figura Bolzano con un 18,8% a pari merito con il LIUC di Castellanza. Sassari (11,4%) appare subito dopo Siena, Foggia e Udine, ma prima di Padova (11,3%), Perugia (10,7%) e Trieste (10,4%). Numeri positivi che rilanciano le ambizioni dell’Ateneo Sassaresi in termini di qualità, sebbene molti studenti non appaiano felici dei servizi didattici generalmente forniti dall’intera Università. La scelta di investire nell’esperienza all’estero è un prerogativa fondamentale in particolar modo della Facoltà di Architettura, che spinge i propri studenti a intraprendere tirocini al di fuori dell’Italia assegnando ogni anno più di 40 borse di studio, grazie ad accordi raggiunti con imprese e studi presenti in Spagna, Portogallo, Inghilterra e numerosi altri paesi. Un impegno importante e significativo soprattutto se è vero che, come sottolineato nell’articolo di Caterina Visco, “seguire corsi in un’università straniera è la carta vincente per trovare un lavoro”. Ma, mette in guardia l’articolo, “non basta imparare una lingua e cavarsela da soli. Bisogna scegliere la sede giusta per specializzarsi”. Il peso positivo dell’esperienza Erasmus è ormai universalmente riconosciuto da tutti, imprese e istituzioni in primis. Vivere all’estero permette allo studente di acquisire esperienza e autonomia, incrementando le proprie conoscenze e potenzialità e la capacità di rapportarsi al mondo lavorativo. L’Erasmus aiuta a migliorare la propria formazione sociale, umana, economica, spingendo a curare di più le relazioni interpersonali e far nascere legami importanti. Nella foto: il rettore dell'Università degli Studi di Sassari |
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