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Red 15 novembre 2010
Festival Giovani talenti, c'è Lucia Delogu
Della facoltà di Farmacia, è tra i 200 selezionati in tutta Italia per partecipare all’evento. L’iniziativa del ministero della Gioventù inizierà domani al Palazzo dei Congressi di Roma. Ecco l'intervista
Festival Giovani talenti, c'è Lucia Delogu

SASSARI - Inizia mercoledì 17 novembre il Festival nazionale giovani talenti Tnt, un’iniziativa del ministero della Gioventù. E tra i 200 partecipanti, selezionati tra migliaia di candidati provenienti da tutta Italia, ce n’è uno soltanto che proviene dalla Sardegna e più precisamente da Sassari: Lucia Delogu, 28 anni, assegnista di ricerca nella facoltà di Farmacia dell’Ateneo turritano.

L’evento si terrà al Palazzo dei Congressi di Roma fino al 21 novembre e ha lo scopo di dare visibilità ai giovani talenti italiani che emergono per creatività e determinazione e di metterli in contatto con le imprese e il mondo del lavoro.

Che cosa ami del tuo lavoro?
«Amo la creatività. Credo che la creatività sia importante per far ricerca. Nel mio lavoro amo poter trovare nuove idee, nuovi progetti. Un progetto scientifico è una sfida continua, un continuo cercare risposte e soluzioni a problemi diversi, anche se a volte è stancante, quando si ottengono i risultati sperati è una gioia immensa. Io lavoro con dei nanomateriali affascinanti per le loro straordinarie proprietà chimiche e fisiche: i nanotubi di carbonio. I nanotubi di carbonio, se adeguatamente funzionalizzati, sono altamente promettenti in campo biomedico per il rilascio di farmaci e vaccini. Nella mia linea di ricerca ho l’onore di collaborare con il professor Alberto Bianco del CNRs di Strasburgo, leader mondiale nel campo delle nanotecnologie. Quando, per la prima volta, ho visto al microscopio che i nanotubi funzionalizzati da Alberto Bianco entravano per via fisiologica in diversi tipi di cellule del sistema immunitario è stata davvero una bella giornata».

Qual è la cosa migliore che hai fatto finora, quella di cui vai particolarmente fiero e perché ne vai fiera?

«Anche grazie all’incoraggiamento del professor Francesco Cucca ho trascorso due anni presso la University of Southern California di Los Angeles. Rientrata in Sardegna, la cosa migliore che ho fatto è stato portare nel nostro paese le competenze acquisite, valorizzandole. Negli Stati Uniti, nel campo della ricerca scientifica, è tutto più semplice, non mancano i soldi, le strutture e tutti i mezzi per fare ricerca di alta qualità. Il rientro in Italia è stato duro e impegnativo ma ho avuto modo di raggiungere i primi risultati positivi. Sto lavorando ad dei progetti sull’utilizzo delle nanotecnologie in campo biomedico, ne vado fiera perché ho impegnato tutta me stessa per realizzarli ma ne è valsa la pena, soprattutto per le applicazioni che potranno avere nel prossimo futuro. Inoltre anche negli Stati Uniti ho portato a termine due studi sulle nanotecnologie ma questa volta i progetti e le idee sono partite dal nostro paese e per questo ne sono ancora più orgogliosa.
Quali sono le capacità di cui hai avuto bisogno?
Non credo di avere particolari capacità, ma senza dubbio sono una persona ottimista, essere ottimisti nel campo della ricerca è importante perché su dieci esperimenti programmati forse uno solo andrà bene, ma ci devi credere. Mi dicono che sono testarda, determinata, di fronte a un problema cerco di visualizzare tutte le possibile soluzioni e qualora sbagli provo ancora e poi ancora ed ancora finché non ottengo un buon risultato».

Quali valori servono per fare la tua attività?
«Nel campo della ricerca scientifica un valore importante è legato alla paternità dei lavori scientifici. Non appropriarsi delle idee altrui è fondamentale per la propria dignità professionale. Un altro valore è la trasparenza: i risultati degli esperimenti a volte potrebbero essere discordanti oppure non quelli voluti, ma rimane importante mostrare tutto ciò che si ottiene ed essere quindi trasparenti nel proprio lavoro».

Chi ti ha influenzato o ti ha aiutato a far emergere il tuo talento?
«Presso l’Università degli studi di Sassari, sono stata fortunata nell’ incontrare un capo lungimirante, il professor Francesco Sgarrella che, permettendomi di lavorare in estrema libertà, mi ha reso serena e questo ha sicuramente fatto emergere il meglio di me. Trovo che sia importante circondarmi di persone positive. Ho fatto in modo di lavorare e collaborare con due persone straordinarie che hanno sempre creduto nelle mie potenzialità: il professor Ciriaco Carru e il professor Roberto Manetti. Non posso certo dimenticare anche gli insegnamenti preziosi del professor Bruno Masala durante il mio corso di laurea».

Pronta per il TNT festival dei giovani talenti?
«In passato ho partecipato a congressi internazionali sulle nanotecnologie a Berlino e San Francisco, in qualità di speaker e sono stata invitata a tenere diversi seminari sulla mia linea di ricerca. Tuttavia non nego che sono emozionata e un po’ intimidita all’idea di parlare al festival presso il palazzo dei congressi di Roma, oltreché orgogliosa di rappresentare la nostra isola».
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